La svolta rosa: «Un posto su 4 spetta alle donne»

da Milano

«Con questo passo storico An diventa davvero il partito delle donne italiane». Daniela Santanchè festeggia «la più grande giornata nella storia per le donne del nostro partito», l’approvazione di un emendamento sulle quota rosa in An, in base al quale in tutti gli organi elettivi del partito dovrà esserci almeno il 25% di donne. «È la vittoria di una battaglia importante», esulta la coordinatrice del dipartimento Pari opportunità di Alleanza nazionale.
Una battaglia difficile?
«Se ne parlava da anni in tutte le assemblee nazionali. Ora finalmente ce l’abbiamo fatta».
Alleati maschi?
«Molti. Il primo è Gianfranco Fini, che già nella compilazione delle liste elettorali ha rispettato la quota del 25%. Ma poi anche La Russa, Alemanno, Gasparri».
Qualcuno che invece ha remato contro?
(ride) «Adesso festeggiamo questo passo importante. Siamo il primo partito nel centrodestra che lo ha fatto. Speriamo che anche gli altri nella Cdl aprano concretamente alle donne».
Il prossimo passo?
«Portare al 50% il numero di donne iscritte ad An, che oggi sono il 30%».
Più donne anche in Parlamento e sulle poltrone del governo?
«In questo l’Italia è molto indietro. La sinistra parla, ma poi vediamo che al governo le donne hanno quasi tutte ministeri senza portafoglio».
Le onorevoli sono meglio degli onorevoli?
«Siamo diverse, e dobbiamo combattere proprio contro l’omologazione, rimanere donne anche facendo politica. Invece vedo troppe colleghe che imitano gli uomini»
Qualche nome?
««Guardi, non voglio parlare male delle donne, ho fatto questa promessa quando sono diventata responsabile del dipartimento Pari Opportunità di An. Perché dobbiamo fare squadra tra noi».
Una partito rosa trasversale?
«Sui problemi che toccano le donne si può avere una visione comune, al di là degli schieramenti».
Lei dice: rimanere donne anche in politica. Cioè?
«Dobbiamo essere più ambiziose, non avere paura del potere, metterci in testa che nessuno ci regalerà niente».