Dopo la svolta di Rudy il Bronx non fa paura

La vera «svolta» nella Grande Mela si percepisce dal 1999, quando il sindaco Rudolph Giuliani raccoglie i primi risultati della «tolleranza zero» nei confronti del crimine: in cinque anni la malavita newyorchese subisce un tracollo del 45,3 per cento, omicidi scesi del 20 per cento; sette cittadini su dieci dichiarano di sentirsi molto più sicuri rispetto al passato. Aumentare gli agenti in strada, utilizzando anche pattuglie di etnia mista, togliendoli dalle scrivanie, questa la filosofia. In totale fanno 36mila uomini, un esercito. Le statistiche, dieci anni dopo, danno ancora ragione a «Rudy il duro». Nel 2007 gli assassinii sono stati 494, record minimo assoluto negli ultimi 44 anni. E così nella New York degli 8,2 milioni di abitanti l’incidenza degli omicidi è ormai scesa ai livelli di Boise, capitale dello sperduto Idaho. La violenza, dicono i numeri, è quasi un ricordo nei quartieri ricchi come in quelli poveri. Dai 15 omicidi in un anno ad Harlem, ai 126 nel famigerato Bronx e ai 200 di Brooklyn, comunque in drastico calo. Vittime e aggressori restano soprattutto neri: rispettivamente nel 66 e 61 per cento dei casi.