Svolta al veritce Pirelli Re Lascia Puri, sale Malfatto

Assemblea «tranquilla» per Telecom Italia dopo gli anni di fuoco della gestione Tronchetti Provera che convogliava su Rozzano, sede deputata alla riunione, le ire dei piccoli azionisti capitanati però da testimonial famosi come Beppe Grillo. Gli interventi, anche critici, comunque non sono mancati tanto che la lunga maratona cominciata al mattino è terminata alle 8 di sera con l’approvazione del bilancio, e la nomina di Stefano Cao a consigliere, con il 98,2 dei voti a favore. Tra le tante risposte non è mancato qualche bagliore di ottimismo da parte dell’ad Franco Bernabè che si è dichiarato fiducioso sull’andamento dei conti nel primo trimestre dell’anno (verranno resi noti il 7 maggio) nonostante la crisi. L’ad ha anche prospettato la possibilità di un aumento della cedola nei prossimi esercizi. «La cedola sui conti 2008, 5 centesimi per le ordinarie e 6,1 per le risparmio, è da considerare un punto di minimo rispetto a quanto sarà distribuito negli anni successivi», ha detto Bernabè sottolineando comunque che la priorità di Telecom è quella di ridurre il debito di 6 miliardi grazie anche alle dismissioni che dovrebbero portare in cassa circa 3 miliardi di euro. Sull’aumento di capitale la risposta è stata secca: «Non è in programma», ha spiegato il presidente Gabriele Galateri. Restano inoltre valide le previsioni già inserite nel piano industriale che prevede una contrazione per il 2009 del fatturato domestico, visto però in ripresa nel 2010, mentre la crescita è affidata al Brasile dove sono previsti nuovi investimenti. Quanto all’Argentina, ha promesso l’ad, Telecom venderà cara la pelle «continuando a difendere in tutte le sedi i propri diritti consapevole delle sue buone ragioni e del contributo fondamentale dato negli anni al rilancio e al successo di Telecom Argentina». Sul fronte dei conti, per Bernabè, non ci sono preoccupazioni. Inoltre sono state risolte le vicende regolamentari e dunque i problemi con l’Authority con la creazione di «open access». Problematiche che di fatto impedivano a Telecom di chiedere aumenti sul canone che sono stati invece ottenuti dalla gestione Bernabè-Galateri. «Ora - ha aggiunto Bernabè - la priorità è quella di ricostruire una rete commerciale e restituire a Telecom agilità operativa per competere su più fronti».Forte è l’impegno del gruppo a voltare pagina sulle vicende più controverse come quella delle intercettazioni telefoniche su cui sta per aprirsi il processo. Galateri e Bernabè si sono dichiarati fiduciosi nella magistratura «che chiarirà la vicenda mentre a livello interno è stato messo a punto un sistema di controllo per evitare che certi fatti possano ripetersi». Quanto ai bonus intascati dai manager che hanno lasciato il gruppo Bernabè ha assicurato di essere pronto ad attivare tutte le iniziative per recuperare i danni subiti.