Swimming Cup Milano lo spettacolo si tuffa in vasca

Torna in città dopo 15 anni il grande nuoto Al via all’Harbour Club il meeting internazionale Ospiti d’onore Filippo Magnini e Laure Manaudou

A Londra, ultimamente, considerano l’acqua una iattura, perchè innaffia Wimbledon e fa galleggiare l’annuale rito del tennis in verde. A Milano, in questi stessi giorni, l’acqua e lo sport vanno invece d’amore e d’accordo. Quasi di moda. La settimana scorsa la Champions League di pallanuoto vinta dalla Pro Recco alla Scarioni, seconda coppa campioni sollevata dai liguri sotto il cielo cittadino; nel primo weekend di luglio, all’Idroscalo, arriveranno invece i campionati europei giovanili (sabato 6) e la coppa Len di fondo (domenica 7). Ma, soprattutto, domani e dopo, nella piscina da 50 metri dell’Harbour Club di Via Cascina Bellaria 19, va in scena la EA7 Swimming Cup Milano, autentica parata di stelle del nuoto, un menù per appassionati che la metropoli non proponeva da troppi anni. E che, almeno su alcune distanze, vale un campionato europeo o più.
Basta scorrere l’elenco dei partecipanti per comprendere il livello del meeting, griffato Emporio Armani. Fra gli azzurri, ecco Filippo Magnini, due volte iridato sui 100 metri stile libero, uomo immagine del nuoto italiano. Domani sera, a fine programma, il 25enne pesarese sfiderà a bracciate i compagni della staffetta azzurra argento ai mondiali 2007, ovvero Alessandro Calvi, Christian Galenda e Massimiliano Rosolino, il bel napoletano d’Australia, quattro medaglie olimpiche in carriera fra cui l’oro a Sydney 2000 nei 200 misti. Accanto a loro, Jason Lezak, top sprinter americano, il brasilano Cielo, primatista mondiale in yard, lo svedese Nystrand, argento europeo.
«Non ho preparato la gara in modo particolare - confessa Magnini - ma i 100 di questo meeting alzano il livello dell’adrenalina e io amo le sfide, per me la competizione è un divertimento, non uno stress. Sarà uno show e non potevo mancare. Milano? Non la conosco molto, ma mi attira: sono interista, anche se non sfegatato, sono rimasto colpito dai locali in giro per la città, dal mondo della moda e dallo stile di vita».
Ma la passerella di star va ben oltre i 100 s.l. Laure Manaudou, ad esempio, la sexy diva francese di cui le cronache si occupano per la love story con Luca Marin e il conseguente trasferimento a Torino - e che, a 20 anni, è olimpionica e iridata dei 400 sl - si confronterà sui 200 misti domani e sui 200 s.l. domenica con la romana Alessia Filippi, detentrice di quattro primati italiani. La Manaudou è primatista del mondo dei 200 s.l. A proposito di Marin, il ragazzo di Vittoria riproporrà la sfida con l’ungherese Cseh (bronzo ad Atene) sui 400 misti, quart’ultima gara del sabato. E poi la rana maschile con Alessandro Terrin e Loris Facci contro l’inglese Gibson, il sudafricano Van der Burgh e il russo Sloudnov e la rana donne con l’inglese Haywood opposta alle migliori italiane. Fra tanti azzurri - c’è pure Lorenzo Vismara sui 100 - poche assenze ma giustificate, vedi Federica Pellegrini impegnata nella maturità. E compensate da straniere come la tedesca Lurz, argento iridato nei 200 s.l.
Un meeting di tale livello meriterebbe una vera arena degli sport d’acqua, un impianto che Milano, però, non ha. «La città si ripropone nel panorama dei grandi eventi internazionali - commenta Giovanni Terzi, assessore allo sport del Comune - ma certo serve un “polo dell’acqua”. C’è il progetto per la conversione del Vigorelli, verificheremo se attuabile». E il nuoto milanese approfitta allora dell’occasione per far sentire la propria voce. «La Swimming Cup è un’occasione preziosa», spiega Luca Sacchi, bronzo olimpico, direttore tecnico del meeeting e anima della Dds di Settimo Milanese, cinque titoli italiani a squadre fra il 2002 e il 2006. «Però Milano ha bisogno di almeno un nuovo impianto, possibilmente progettato e gestito insieme alle società, magari riunite fra loro». Nell’attesa, via al weekend di spettacolo in acqua.