Switch-off, c’è posta per noi È una guida in forte ritardo

Sta arrivando in questi giorni nella case dei romani. È l’opuscolo fatto stampare dall’assessore regionale alla Tutela dei consumatori Anna Salome Coppetelli per aiutare i cittadini nel cosiddetto switch-off, il trapasso dalla piattaforma analogica a quella digitale del sistema televisivo. Aiutare? Se avessero dovuto attendere il supporto della Pisana, i cittadini laziali avrebbero ancora la nebbia nei televisori e forse avrebbero riscoperto la gioia serale di un buon libro o, chissà, la cara vecchia radio. La rivoluzione digitale che ha interessato nella nostra regione circa 3,5 milioni di teleutenti, è avvenuta infatti lo scorso 15 novembre, quasi tre settimane fa. «Il book dell’assessore Coppetelli sta arrivamdno nelle case in clamoroso ritardo. Adesso chi risarcirà i cittadini-utenti? Chi li tutelerà?», si chiede Fabio Desideri, consigliere regionale del Pdl.
Già, perché la Regione non ha badato a spese per produrre gli inutilissimi dépliant. Prendete la calcolatrice e annotate: la prima determinazione è del 19 giugno scorso, quando viene costituito un gruppo di lavoro per lo svolgimento della gara per il servizio di «redazione, editing, realizzazione grafico-editoriale, impaginazione, stampa, confezionamento e consegna di un opuscolo per il digitale terrestre». Per risparmiare vengono identificati tre dipendenti, gratificati ciascuno di 2583 euro, con un impegno complessivo, competenze accessorie comprese, di 15.498 euro. Bazzecole rispetto a quello che seguirà. Il gruppo di lavoro lavora e l’8 luglio viene indetta la gara con procedura aperta, con impegno complessivo di euro 209.915,48 euro, 200mila dei quali destinati all’azienda aggiudicataria. La scelta ricade sul raggruppamento temporaneo di imprese capitanata dalla ditta Satiz, che si «accontenta» di 126.032 euro facendo risparmiare alla Regione (e quindi ai cittadini) una bella cifra: 73.968 euro . Ma gli opuscoli oltre che scritti e stampati vanno anche distribuiti, ed è certamente il compito più gravoso: il 22 ottobre una determinazione attiva la procedura negoziata previo avviso per indire la gara per l’affidamento del servizio: l’importo è di 400mila euro (402.577,42 compresi i soldi per la pubblicazione degli estratti degli avvisi). La gara va deserta e si procede alla procedura negoziata con Poste Italiane, «unico operatore tecnicamente in grado di realizzare la suddetta attività». Forse perché conscia di ciò, l’azienda postale alza... la posta e fa un preventivo più alto: 463.710 euro che la Regione paga senza battere ciglio, prelevando i restanti 63.710 dal capitolo di bilancio R31525, quello con i soldi avanzati dal servizio di stampa. Il via libera alla spedizione arriva il 30 novembre e partono i dépliant. Fuori tempo massimo. Ma con la bella spesa di oltre 600mila euro. Ben più di un miliardo del vecchio conio, direbbe un divo della tv. Digitale, naturalmente.