Térez Montcalm dal pop al jazz È nata una nuova stella

da Milano

Térez Montcalm è una cantante e chitarrista canadese di lingua francese. Ha poco più di trent'anni. Nonostante la giovane età, la sua carriera e la sua notorietà in patria decorrono dai primi anni Novanta quando pubblica il primo disco. Da quel momento compie un percorso che la porta dalla popular music d'autore verso il jazz. Non cambia il repertorio tematico (è anche pregevole compositrice): lo allarga, perfeziona lo stile interpretativo, sceglie i collaboratori fra i jazzisti canadesi e nel canto affianca sempre più l'inglese alla lingua madre.
Eccola adesso per la prima volta in Italia per due soli concerti al Blue Note di Milano e alla Casa del Jazz di Roma, le due sale più importanti fra le molte riservate alla musica afro-americana. È preceduta dal suo cd più recente, Voodoo, distribuito in Italia dalla Egea. L'album ha già fatto un gran botto: assistita da una formazione variabile da cinque a nove musicisti, Térez rivela una voce bella e duttile, con un ottimo senso del jazz che trasforma i temi popular e nello stesso tempo ne mantiene la freschezza, il dinamismo e la leggibilità. Sta nascendo una nuova stella?
La prova del concerto è fondamentale. Térez si presenta bene, si muove con eleganza e disinvoltura ed è accompagnata dai tre musicisti essenziali del gruppo di Voodoo, Carl Naud chitarra, François Marion contrabbasso e Alain Bastien batteria. Sgombriamo subito il campo dai soliti esperti (esperti?) che non sapendo come inquadrare un musicista, lo paragonano a un altro. Janis Joplin, la compianta urlatrice del secolo scorso, non c'entra nulla con la giovane canadese. Il cui principale pregio è l'originalità che propone con un suono provvisto di grinta quando occorre, ma più spesso dolce, raffinato e allusivo. Sceglie a piene mani dal disco iniziando con Love che riscopre il dimenticato Bert Kaempfert, poi propone Grooving Stronger, Voodoo Child di Jimi Hendrix che ha ispirato il titolo dell'album, Close Your Eyes e Le Cinéma per citare soltanto i migliori. Finisce con tre bis: dopo il primo (Douce Lumiére) la protagonista canta da sola. Conquista definitivamente la platea interpretando in italiano E penso a te di Bruno Lauzi, lascia la chitarra e si cimenta addirittura con il contrabbasso. La risposta alla domanda di prima è positiva: sì, è nata una nuova stella.