Tabaccaio scomparso Giri vorticosi di denaro

La pista battuta dagli inquirenti è quella dei soldi. Pare che Paolo Friggi, il tabaccaio rapito ieri mattina mentre si recava a lavoro, prestasse e ricevesse denaro

Bereguardo (Pavia) - Un giro vorticoso di soldi. E' quanto emerge da alcune indiscrezioni sul sequestro di Paolo Friggi. Pare che il tabaccaio prestasse denaro, ma se lo facesse anche prestare. A colpi di centinaia di migliaia di euro, che passavano di mano in contanti ma anche in assegni, movimenti che gli inquirenti stanno passando al setaccio, analizzando le tracce lasciate e incrociando dati.

Si segue la pista del denaro Alcuni degli interlocutori di Friggi in questi passaggi di soldi sono stati individuati e vengono sentiti anche in queste ore dagli investigatori. Il giorno dopo il sequestro di Paolo Friggi la pista del denaro è quella privilegiata dagli inquirenti nel tentativo di individuare chi ha aspettato che il tabaccaio uscisse di casa alle 4 del mattino portandolo via e inducendolo, presumibilmente, a mandare con il suo cellullare l’sms alla mamma: "Preparate 500 mila euro". Era stata la mamma a ottenere, dando in garanzia il bar-tabacchi e alcuni immobili, i soldi in prestito dalle banche per poi darli al figlio.

Rapimento a scopo di estorsione Anche una parte dell’eredità ricevuta dalla nonna morta era stata usata allo stesso scopo, ottenere credito. Che cosa ne ha fatto del denaro Paolo Friggi? È questo l’oggetto delle indagini praticamente fin dall’inizio e soprattutto in queste ore, quando sembrano scemare ipotesi diverse da quelle del sequestro di persona. In teoria chi indaga non esclude nulla a priori, ma con il passare del tempo appare sempre più chiaro che di rapimento a scopo di estorsione si tratti. Sequestro anomalo? "Noi non abbiamo mai parlato in questi termini - dice un investigatore - lo fanno i giornali, ma ricordatevi che nel codice il sequestro anomalo non esiste".

Sentiti parenti e amici Sono proseguite intanto per tutta la scorsa notte e anche stamani le deposizioni di amici e conoscenti, ascoltati dai carabinieri di Bereguardo e Pavia. Nell’abitazione di Friggi, una cascina ristrutturata all’interno del Parco della Valle del Ticino, oggi non c’è nessuno. La donna con cui vive, Katia Atzeni e il figlio Tommaso di 3 anni sono usciti stamani presto insieme agli investigatori. "È un caso aperto ad ogni possibilità - ha detto uno degli investigatori senza nascondere la sua perplessità sul sequestro di persona - per questo continuiamo a indagare in tutte le direzioni".

Il suocero di Friggi: "Spero finisca presto" "Katia non sta bene, non può che essere agitata", parla così della figlia, il padre di Katia Atzeni, compagna del tabaccaio rapito ieri mattina. "Speriamo che tutto finisca in fretta", ha poi aggiunto spiegando che nelle ultime ore è riuscito a sentire poco la figlia perchè impegnata con gli inquirenti.