Tabaccaio spara ai rapinatori Un morto e un sedicenne ferito

Assalto nel Napoletano: il negoziante, ex poliziotto, dopo aver ucciso un bandito insegue e colpisce gravemente il complice

Mario Pepe

da Crispano (Napoli)

Un bandito morto, un altro in condizioni gravissime: è il bilancio di un tentativo di rapina consumatosi ieri nel tardo pomeriggio a Crispano, piccolo centro della provincia di Napoli. Erano circa le 19.30 quando due malviventi, a bordo di uno scooter, si sono portati davanti a una tabaccheria, in via Provinciale Aversa-Caivano. La coppia di rapinatori è entrata nell’esercizio commerciale intimando al tabaccaio di consegnare l’incasso. Ma l’uomo, Santo Gulissano, 56 anni, ex poliziotto (aveva prestato in passato servizio presso il Commissariato di Frattamaggiore), ha reagito sparando, con una pistola 7,65 regolarmente detenuta, e ferendo mortalmente Franco Amura, 35 anni, originario di Afragola, pluripregiudicato per rapina. Il complice, un 16enne, Gennaro D. G., è stato colpito dal tabaccaio all’anca ma è riuscito a scappare. Ma il suo tentativo di mettersi al sicuro è durato poco: il giovane è stato ritrovato agonizzante in via Aldo Moro da una gazzella dei carabinieri. Trasportato all’ospedale di Frattaminore, è arrivato in condizioni gravissime. Il ragazzo è attualmente piantonato, anche se al nosocomio frattese sono giunti, appena appresa la notizia, i parenti.
Non sono mancati momenti di tensione, sedati però prontamente dall’intervento delle forze dell’ordine presenti sul posto. In via Provinciale Aversa-Caivano, nel frattempo, sono giunti i carabinieri della Compagnia di Caivano che hanno proceduto ad effettuare i primi rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto che ha sconvolto la cittadina in provincia di Napoli. Secondo le prime notizie, nelle tasche di Amura sarebbero stati trovati circa un’ottantina di euro più alcune monetine: si sta cercando di capire se fossero i proventi di qualche rapina effettuata in precedenza. E in base a quanto potuto accertare dagli investigatori, Amura e il suo complice, nel tentativo di intimorire il tabaccaio, e per dimostrare che l’arma in loro possesso non era un giocattolo, avrebbero sparato un colpo di pistola nella vetrina del negozio. Ma Gulissano non si è lasciato intimorire e ha, a sua volta, aperto il fuoco, colpendo Amura in modo letale.
Difficile, invece, trovare testimoni per cercare di approfondire ulteriormente la vicenda: come spesso capita in questi casi, si è alzato un muro di omertà. Gulissano è indagato, ma si tratta di un atto dovuto, per eccesso colposo di legittima difesa. Ieri il sangue è scorso anche a Torre del Greco, dove un esponente di spicco del clan Falanga, Luciano Loffredo, 52 anni, pregiudicato per associazione a delinquere, estorsione e spaccio, è stato freddato in via Circumvallazione, all’altezza di un negozio di pneumatici. Inutili i soccorsi, l’uomo è spirato prima dell’arrivo all’ospedale «Maresca».