Tabacci in crisi di memoria

Bruno Tabacci ieri ha infiammato la platea centrista con un discorso più antiberlusconiano del Follini da fuoco amico. «La Cdl o cambia strategia e leadership o perderà» ha decretato con toni apocalittici l’ineffabile Tabacci. L’esponente Udc ha interpretato perfettamente lo spartito folliniano. Bravissimo nella polemica, Tabacci difetta nel settore «memoria». Egli infatti è politico di lungo corso e dovrebbe ricordare come gli andavano le cose prima dell’arrivo del Cavaliere. Ecco un rapido refresh: alle europee del 1999, Tabacci si presenta con le insegne del Ccd, nella prima e nella seconda circoscrizione. Incassa rispettivamente 9.131 e 2.623 preferenze. Non viene eletto. L’uomo è tenace, ha carattere, non molla e giustamente ci riprova. Ancora sotto la bandiera del Ccd, il nome di Tabacci corre per le elezioni regionali in Lombardia. Terra che Tabacci ha sempre coltivato con grande passione politica. Porta a casa 1.366 preferenze, finisce dietro Milena Bertani e, anche stavolta, non viene eletto. Nel 2001 Silvio Berlusconi decide per una generosa ripartizione dei collegi con gli alleati. Il Ccd ne coglie i frutti a piene mani. Possiamo infatti leggere nella sua biografia on line che Tabacci viene rieletto deputato al Parlamento nella XIV legislatura per la Casa delle libertà nel collegio 9, di Lombardia 3 (Castiglione delle Stiviere). Eletto con il sistema maggioritario, in una coalizione guidata da tal Berlusconi Silvio, lo stesso signore che Tabacci Bruno ieri ha invitato a farsi da parte. Con quel nome, Tabacci, anche la riconoscenza se ne va in fumo.