Tabucchi&Travaglio coscienza sinistra

Con tono onnisciente, il rubizzo Antonio Tabucchi ha difeso sull’Unità il diritto di Marco Travaglio - Unità pure lui - di dire in tv che il presidente Fi del Senato, Renato Schifani, è amico di mafiosi. Si riferiva all’esternazione travagliesca di una settimana fa nel boudoir di Fabio Fazio.
La faccenda è tutta interna ai quaresimalisti di sinistra e potremmo infischiarcene. Ma è divertente per la figura di Totò Tabucchi, il Di Pietro delle patrie lettere.
Cosa ha spinto il noto scrittore di cose lusitane a intervenire? Il fatto che l’inviato di Repubblica, Giuseppe D'Avanzo - altro infaticabile fustigatore di costumi - aveva criticato l’uscita tv di Travaglio. Per D’Avanzo, Faccia d’Angelo ha citato «fatti sfuggenti e ingannevoli» e ha rimbambito il telespettatore facendogli credere in modo subliminale che Schifani fosse un picciotto.
Indignato per la lite in famiglia, Tabucchi - tipo facile all’ira - ha preso fuoco. Così, sul giornale che sostenne Stalin, ha accusato D’Avanzo di stalinismo per avere fatto un processo alle intenzioni del collega Travaglio. D’Avanzo - scrive Totò - sarà anche un bravo cronista (meglio tenerselo buono), ma Faccia d’Angelo ha un di più: è «un intellettuale». Libero, perciò, di sbeffeggiare Schifani per avere conosciuto un tizio che - 20 anni dopo averlo perso di vista - è incappato in faccende di mafia.
«Intellettuale» è, dunque, la parola magica dell’autore di Sostiene Pereira. Ci torno sopra subito, ma prima dirò due parole su di lui.
Il pisano Tabucchi è uno scrittore di molte banalità e qualche rara perla. Appartiene a quel clan di letterati che ha fatto dell’odio per il Cav e i suoi scherani una ragione di vita. Con Furio Colombo, Lidia Ravera, ecc., gira le capitali europee per sparlarne e ogni due per tre sospira: «Beati voi che non lo avete».
Tornando all’«intellettuale», Tabucchi ha teorizzato il suo superiore diritto di parlare a vanvera. Compito dell’intellettuale - ha detto per sé e ora anche per Travaglio - è dare l’allarme. L’ignoranza dei problemi non è un ostacolo al suo impegno. Se così fosse, «gli sarebbe permesso di parlare solo di ciò che conosce». Appunto. Ma quello che per noi è ovvio - stare zitti se non sappiamo un piffero - per lui è una bestemmia. Ha infatti strologato: «Fantasia e immaginazione sono forme di conoscenza e, anche se non hanno a che fare con la logica, portano però al sospetto e al dubbio». Dunque, apriamo la bocca e diamole fiato.
Dall’alto di queste panzane, Tabucchi e Travaglio sono la coscienza vigile della sinistra. Mamma li fa, l’indole li accoppia.