La tac-giocattolo per insegnare ai baby-pazienti a non avere paura degli esami

Al Bambin Gesù i piccoli malati avranno a disposizione la riproduzione in scala di un apparecchio per la tomografia assiale computerizzata con la quale potranno interagire per familiarizzare con l'importante strumento diagnostico

Per i piccoli pazienti è spesso un trauma entrare in quel marchingegno che serve per le Tac. In molti casi per effettuare l'esame è necessario ricorrere alla sedazione. Ora, però, il Bambin Gesù ha ideato un nuovo modo per aiutare i bambini a familiarizzare con l'apparecchio per la tomografia assiale computerizzata. All'ospedale pediatrico del Gianicolo arriva la ludoTac, la riproduzione in scala del macchinario-spaventa bambini, una versione giocattolo con la quale i piccoli pazienti possono interagire per imparare a non temerlo. La tac-giocattolo verrà piazzata in una stanza rallegrata da vivaci disegni e insegnerà ai piccoli a conoscere gli spazi e le apparecchiature che li circondano e che aiuteranno i medici nella diagnosi e nelle terapie. Si tratta dell'ultima iniziativa adottata dal Bambin Gesù sul fronte dell'accoglienza per preparare bambini e genitori a confrontarsi con le cure in un ambiente non consueto ma sempre più vicino alle esigenze e ai bisogni delle famiglie. «La permanenza in ospedale e gli accertamenti medici in età pediatrica sono eventi stressanti per il bambino e per la sua famiglia, occorre quindi ridurre l'impatto traumatico che tali esperienze possono avere sullo sviluppo psicologico dei nostri piccoli pazienti - sottolinea la psicologa dell'ospedale Simonetta Gentile -. Per questo il Bambino Gesù è da sempre sensibile all'assistenza psicologica che accompagna l'iter diagnostico e terapeutico. Per stabilire un clima sereno e di reciproca fiducia e collaborazione tra operatori sanitari e pazienti occorre ridurre l'ansia legata al "non conosciuto" stabilendo una semplice e chiara comunicazione interattiva con bambino e genitori. Anche l'ambiente fisico ha impatto sul vissuto dei piccoli. Conoscerlo attraverso il gioco con modellini di strumenti reali, e meglio ancora se acceso di colori e decori, favorisce rilassamento, l'allegria e la curiosità: forza vitale potentissima nell'infanzia che proietta il bambino verso la conoscenza, la crescita e il futuro».
Tranquillizzare i bambini alle prese con un esame diagnostico come la TAC vuol dire anche ridurre il ricorso alla sedazione, obiettivo estremamente importante nell'ambito della radiologia pediatrica. «La radiologia pediatrica è il settore della radiologia che si occupa della diagnostica per immagini in pediatria - spiega Paolo Tomà, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini del Bambino Gesù -. Questa sottospecialità nasce dall'esigenza che l'indagine radiologica nei bambini sia gestita con principi diversi da quella degli adulti, sia per differenze morfologiche e anatomo-radiologiche, sia per evidenti problemi di tipo protezionistico. In sintesi, è necessaria una cultura specifica, essenziale per avere l'approccio meno aggressivo nel raggiungimento della diagnosi. Con i bambini la tecnica deve essere ancora più raffinata, le sedazioni e le irradiazioni minimizzate. È per questo motivo che il Bambino Gesù si dota delle strumentazioni più all'avanguardia in grado di fornire informazioni diagnostiche altamente dettagliate e in tempi sempre più ridotti. È il caso della ultima arrivata in ospedale, la macchina per la tomografia assiale più veloce in commercio che acquisisce 2x128 strati a rotazione con una velocità massima di 458 mm/secondo e una risoluzione temporale di 75 millisecondi e che consente, ad esempio, di ottenere una visualizzazione delle coronarie anche nei neonati senza ridurre la frequenza cardiaca e senza sedazione».