Tacchinardi: «Spero che ci attacchino»

nostro inviato a Villarreal
L’Inter deve giocare come quando ha perso. Che non è un giro di parole, ma solo un’idea di Mancini. Sì, proprio lui l’allenatore che Moratti può licenziare (se stavolta va fuori dalla Champions), Tronchetti può amare (per il gioco) e la gente nerazzurra non sa ancora giudicare: ci sei? O ci fai? Ne capisci? O combini guai? Ci vorrà un bagno nell’«infierno amarillo», come i tifosi di Villa-Real hanno ribattezzato il loro stadio, per capire qualcosa. Notte da grandi sentenze. Notte da Champions in ogni senso. Stavolta in tribuna ci sarà anche Tronchetti Provera insieme a Moratti: all’estero capita di rado. La presenza del cantiere di Luna Rossa a Siviglia, mezzoretta da Villareal, dev’essere l’appeal che fa pesare l’occasione. Siederanno in tribuna insieme ai mille tifosi vestiti d’una maglia nerazzurra.
Qui in Spagna fa più caldo che in Italia, tutto in sintonia con l’ambiente: campo stretto, stadio piccolo, tifo da corrida. «Ma per vincere o passare mi basterebbe che la squadra giocasse come nei match con Fiorentina e Juve: abbiamo perso due partite che non si possono mai perdere. Stavolta basterà solo esser più precisi». Per la cronaca Adriano, ha migliorato lo strano primato dei tiri a lato in Champions: erano 16 prima di Inter-Villarreal, ora sono diventati 23.
Sono pronti i siluri degli Yellows submarine, gli spagnoli inseriscono tre uomini che a San Siro non c’erano: Tacchinardi, Josico e Arrabuena, ovvero saranno rinforzati centrocampo e linee laterali. Si sono rifatti la mira i cannonieri nerazzurri: Adriano ha dato segni di risveglio, Recoba ha provato contro il Messina (fermandosi al palo) e rientra Figo. Mancini ha promesso e chiesto gioco d’attacco, sapendo che l’Inter sa difendersi ma non può difendersi, sennò diventano guai. Unico dubbio: difesa con i tre mastini Materazzi, Samuel e Cordoba? Oppure, come provato ieri in allenamento, Cordoba e Samuel centrali e Cesar sulla sinistra? La seconda ipotesi rispecchia di più la mentalità del tecnico ed anche le sue parole: «Ci vorrà l’atteggiamento giusto per vincere e giocare bene. Cercheremo il gol sapendo che il Villarreal è una squadra atipica perchè difende bene ma alla minima occasione sa segnare reti che pesano». È stato il leit motiv stagionale degli spagnoli: pochi gol segnati, presi ancor meno. Il tutto per far risultato, come nell’ultima partita di campionato contro il Real Saragozza: due tiri, un gol, tre punti. Anche se la difesa, a San Siro, non è sembrata così ferrea, e il centrocampo, se aggredito, va in ansia.
C’è notevole differenza tecnica fra le due squadre. E l’Inter non può lasciarsi sfuggire l’occasione. Lo ha detto Facchetti, con occhio da esperto: «La squadra ha il carattere e la qualità per passare». Lo ha confermato Javier Zanetti, con dire da capitano: «Queste sono sfide importanti per far la storia della società». E del suo futuro. Davanti all’ipotesi di un licenziamento, nel caso la Champions finisse qui, Mancini ha sorriso. Con scaramanzia. «É un problema che non mi sono mai posto, però scrivetelo. Che va bene». Sì, la scaramanzia è una dolce compagna del tecnico nerazzurro. Ogni tanto se la lascia scivolar addosso e ne ricava qualche risultato. Quello di stasera potrebbe rimettere l’Inter sul piedistallo di una semifinale europea e Mancini potrebbe cominciare a metter conto pari con Hector Cuper, arrivato alla semifinale e a un derby perso senza sconfitte. Se poi Adriano volesse metterci la zampa e il gol, la ricorrenza diverrebbe storia: il brasiliano diventerebbe il più prolifico cannoniere nerazzurro in coppa Campioni, superando Mazzola. Ma forse non sarebbe una cosa seria: Mazzola ha faticato e contato molto di più.