«Tachimetri digitali sui tir per limitare le ore di guida»

da Roma

Antonio Tajani, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli la chiama in causa quale commissario europeo per i Trasporti, e dice che il problema dei Tir è un problema che va affrontato a livello comunitario...
«Innanzitutto, il ministro Matteoli ha ragione: il problema della sicurezza sulle strade è un problema europeo. Devo anche ricordare che il tema della sicurezza stradale è una priorità della Commissione, e non da oggi. Le norme che prevedono controlli ci sono. Alcune le stiamo ulteriormente perfezionando. Ora, bisogna che gli Stati membri - e non solo quelli, anche i Paesi extra Ue che hanno firmato accordi sul tema - le applichino».
Eppure si continua a morire per colpa dei Tir...
«Ripeto, è necessario che gli Stati membri applichino le norme in vigore. Per esempio, proprio per i Tir esistono regole che definiscono nel dettaglio le ore di lavoro e quelle di riposo; e non solo mensilmente o settimanalmente, ma giornalmente. In più, è previsto il divieto assoluto di fare contratti “a cottimo” per gli autisti dei camion; in tal modo si evita che un autista resti al volante più del tempo previsto dalle norme. Ma una misura che ritengo molto efficace è l’obbligo di montare sui Tir tachigrafi digitali. Sono gli orologi che segnano le ore di lavoro e quelle di riposo di un camionista. Le versioni non digitali potevano essere manomesse. Quelle digitali, no. Come vede, le misure esistono: sono gli Stati membri che devono farle rispettare».
Gli Stati membri spesso lamentano scarsità di fondi sul tema...
«Il 13 ottobre prossimo, a Parigi, verrà presentata la Giornata della sicurezza stradale. I fondi a disposizione degli Stati ci sono. Siamo convinti che la sicurezza stradale possa essere garantita ed aumentata anche attraverso progetti di informazione. Tra pochi giorni scade un bando proprio sull’argomento. E sono convinto che l’Italia riuscirà a partecipare ai finanziamenti europei. In più, la Commissione sta mettendo a punto nuove regole per aumentare la sicurezza».
Per esempio?
«La Commissione ha proposto, e il Parlamento l’ha già approvata (quindi manca solo il via libera da un Consiglio dei ministri europeo) una direttiva che prevede l’eseguibilità della sanzione amministrativa per violazione di norme alla sicurezza stradale. In altre parole, se un cittadino europeo viene multato in Italia perché passa con il rosso, perché non ha le cinture di sicurezza allacciate, se guida in stato di ebbrezza, se va troppo veloce, la sanzione amministrativa dev’essere pagata immediatamente; o, successivamente, versata nello Stato di residenza. E ancora, l’Unione europea ha approvato una direttiva sulla sicurezza nella realizzazione delle infrastrutture: per esempio, che tipo di asfalto usare per evitare l’acquaplaning o che modelli di guard rail. Le misure, le norme, ci sono. Ora tocca agli Stati applicarle, così da rispettare l’obiettivo che l’Europa si è data: dimezzare i morti sulle strade entro il 2010».