Taffettà di seta e moiré avorio

Vi presentiamo gli abiti che potete ammirare nelle foto di questa pagina.
Abito del 1872 (in alto). Il più antico dei dodici abiti da sposa esposti alla mostra «Merletto e fiori d’arancio» risale al 1872 e ha vestito nel giorno delle nozze una gentildonna di Savona. In taffettà di seta moiré a fondo avorio stampato con motivi a righe, presenta la linea maestosa tipica dell’epoca, con la gonna lunga a strascico la cui ampiezza è raccolta dietro e tenuta sollevata dal sellino.
Si compone di quattro pezzi: giacca attillata a maniche lunghe, con coccarde di merletto nero tipo Chantilly ai polsi; corpetto con scollo adorno di merletto beige; e gonna accompagnata da sopragonna a grembiule ornata di ruches.
Abito del 1890-92 (al centro). È in cannellato di seta marrone il vestito dei primi anni novanta dell’Ottocento, costituito da giacca e gonna. All’epoca non vige ancora l’obbligo del bianco per la sposa, ma può darsi che l’abito sia stato indossato per le nozze civili, da celebrare con rito a parte, oltre a quello delle nozze religiose. Decorazioni in velluto operato coprono collo, polsi e davantino. Tipica la forma della manica, gonfia e rialzata all’attaccatura della spalla.
Abito del 1973 (in basso). Ad un secolo di distanza dall’abito da sposa del 1872, sono forse un omaggio ai Figli dei Fiori i vivaci motivi in ricamo tridimensionale e applicazioni in rilievo che rappresentano papaveri, spighe di grano, fiordalisi e margherite sulla gonna dell’abito di Wanda Roveda, in organza di seta color avorio, con maniche a palloncino, colletto e scollo a V. Nastri di identico colore bluette segnano il punto vita e pendono dal cappello.