Tra «tag» e stili, come comunicano le tribù dello spray

Una tendenza nata agli inizi dei Novanta con le «imprese» di Hardo Rokaz

A Roma le bombolette spray spuntano agli inizi anni Novanta. All’epoca furoreggia un certo Hardo Rockaz: «Ho fondato la mia crew a 25 anni. Usavamo kenda color, marabu, duplicolor. Trovare una krylon era come trovare l’oro - racconta -. Alcuni pezzi sono ancora visibili sui muri di Roma». Il fenomeno diventa ben presto di massa. Teatro principale delle incursioni, in un primo tempo, le zone periferiche: San Basilio, Ponte Mammolo, Tor Bella Monaca. Attorno ai centri sociali, a cavallo di via Nomentana, abbondano disegni e scritte a sfondo politico: «La Torre non si tocca», «Ogni casa sfitta sarà occupata, ogni sgombero una barricata». Della linea B vengono prese di mira soprattutto il capolinea di Rebibbia e le stazioni di Pietralata, Santa Maria del Soccorso (con disegni di Lupo Alberto), Ponte Mammolo (Duffy Duck). Vignette raffiguranti i Blues Brothers sbocciano a Talenti. «Affreschi» ispirati ai fumetti e film di Spiderman furoreggiano al Tufello. Murales di protesta contro il carcere spuntano in prossimità di Rebibbia. Poi le crew dilagano dappertutto. Coprono la Colonna Antonina, il Pantheon, Campo de’ Fiori, il Corso, le Mura Aureliane. Fiorisce anche un gergo nuovo. Block style, che utilizza lettere a caratteri cubitali. Bubble style: lettere dalle forme arrotondate. Tag: sigla o firma. Bomber: chi tagga velocemente. Crossing out: la norma di gruppo che stabilisce di non coprire le altre scritte con la propria. Crew: gruppo di writers. Hall of fame: zona sicura. King: il writer più bravo. Toy: il writer inesperto. Wak: graffito brutto. La tag è di solito di 3-4 lettere. Per una tag lunga si rischia di essere scoperti. «Il bello - spiegano i writer - sta proprio nello stare sempre all’erta. Se le autorità organizzassero luoghi dove scrivere, si perderebbe il gusto di farlo. Il massimo sarebbe mettere la propria tag sui vagoni del Pendolino. Finora non c’è riuscito nessuno. Troppo sorvegliati». Divertimento? Sfida? Purtroppo nei luoghi di incontro delle crew, in casolari abbandonati o gallerie, circola ogni genere di stupefacenti. Ripulire i vagoni della metro costa all’Atac somme enormi. E tutto per far ammirare agli amici una collezione di tag su internet. Sul web fioriscono siti - protetti da keywords segrete - che pubblicano le foto più belle, annunciano gare, organizzano scommesse. Una delle crew si chiama Ztk. Sul sito dei writer della metropolitana si legge: «La Ztk è la crew più potente della capitale ed è composta solo da bombers che devastano la città di Roma, i bus, i metrò».\\]