Tagli ai posti letto, estate calda per gli ospedali

Aria di vacanze nelle corsie: camici bianchi partiti e interventi in calo I medici: nessun problema, cure e assistenza sempre garantite


Sospetta meningite per un’insegnante di asilo nido di Segrate e i suoi piccoli sono già «sotto terapia antibiotica di profilassi», come ha dichiarato ieri sera il direttore sanitario della Asl Milano 2 Luigi Miglio. «Il verdetto medico, al quale seguiranno i risultati delle analisi tesi a stabilire se si tratti di meningite virale o batterica - ha spiegato, in più, il direttore del dipartimento di prevenzione medica Maurizio Montanelli - è arrivato oggi (ieri per chi legge, ndr) in tarda mattinata. E l’insegnante, residente in un Comune a nord di Milano, si trova già ricoverata all’ospedale di Pavia». E mentre si spera che si tratti di malattia virale, quindi meningite nella forma asettica, quella più comune che solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve in una decina di giorni subito, già ieri pomeriggio, i genitori dei 30 bimbi del nido «Associazione Tempo G» erano stati convocati in riunione urgente dalla Asl per la comunicazione dei fatti e per spiegare quali farmaci avrebbero dovuto somministrare ai figli».
L’azienda sanitaria è riuscita a rintracciare tutti i genitori dei piccoli. Anche di chi non ha frequentato in questi giorni perché a casa in vacanza o in malattia. I piccoli da 1 a 3 anni dovranno assumere l’antibiotico che si usa in questi casi, il principio attivo «rifampicina», per 2 giorni due volte al giorno. Ai genitori, che hanno saputo mantenere la calma, l’hanno spiegato un’assistente sanitaria con il medico Claudia Formenti che ha lasciato, a fine incontro, ai genitori anche il recapito perché chiunque possa comunicare novità nei prossimi giorni piuttosto che chiedere informazioni relative al caso. Contemporaneamente, ai genitori sono stati chiesti i recapiti di cellulare perché da ieri è scattata anche la «sorveglianza sanitaria». Quindi padre o madre dei piccoli verranno chiamati ogni giorno per fare il punto della situazione. Può darsi che la profilassi venga somministrata per nulla. Perché potrebbe trattarsi di meningite virale per la quale non è previsto alcun tipo di farmaco preventivo. In ogni caso, «noi - spiega la dottoressa Formenti - abbiamo ritenuto opportuno muoverci piuttosto per nulla ma, senz’altro, non rischiare». In ogni caso, anche se si trattasse di meningite da meningococco è bene sapere che incontri casuali, così come per esempio quelli delle mamme o della «tate» nel momento di accompagnamento dei figli a scuola, non permettono al batterio di propagarsi. Ci vogliono, invece, incontri ravvicinati e intensivi. Fondamentali saranno le prossime 48 ore. «Sarà in questo periodo - avverte la dottoressa Formenti - che i genitori dovranno maggiormente sorvegliare i propri figli per controllare che non insorga febbre alta non curabile con i normali antipiretici, macchie sulla pelle o mal di testa, senso di confusione».
Nei neonati, è bene saperlo, alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti. Invece, può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma e scarso appetito.