Tagli all’Ici, da oggi «maratona» in aula

De Corato: «Il governo copia il modello Milano» Proposta dell’Ulivo: penalizzare chi ha più case

Gli sconti sull’Ici cominciano la marcia in consiglio. La delibera firmata Moratti sulle nuove aliquote per la prima casa inizia oggi la maratona in aula per proseguire mercoledì e venerdì. Un tour de force per arrivare lunedì 12 alla discussione del Bilancio preventivo 2007 quando, per l’occasione, arriverà a Palazzo Marino anche il leader di Fi Silvio Berlusconi. La manovra Ici prevede l’abbassamento dell’imposta per tutti dal 5 al 4,7 per mille - cioè una riduzione in media del 6 per cento - e l’azzeramento per i circa 276mila nuclei familiari con reddito inferiore a 17mila euro. «Apprendiamo - afferma il vicesindaco Riccardo De Corato - che il Governo sarebbe intenzionato ad agire sulle detrazioni Ici tenendo conto della composizione effettiva della famiglia, del numero di figli. Mi permetto di far notare che Prodi copia il modello Milano: abbiamo già agito in questo senso aumentando l’ulteriore detrazione per l’abitazione principale di 45 euro e innalzando il reddito familiare per usufruire dell’agevolazione a 17mila euro, calcolato in base al parametro Isee».
La controproposta dell’Ulivo, che presenterà una decina di emendamenti alla delibera della Cdl, prevede invece aliquota invariata al 5 per mille, ma per tutti i 350mila proprietari di prime case una detrazione netta di 200 euro. «La nostra proposta - spiega la capogruppo Marilena Adamo - è economicamente più significativa. L’azzeramento promesso dal sindaco si è tradotto in realtà in un semplice sconto dello 0,3 per mille. Noi invece proponiamo con l’aumento della detrazione a 200 euro sulle prime case uno sconto secco per le famiglie di 96 euro». L’Ulivo prevede un’ulteriore detrazione a 258 euro a beneficio delle famiglie numerose e degli 11mila nuclei classificati come «indigenti». Ma la manovra del centrosinistra costerebbe alle casse comunali oltre 33 milioni di euro, circa dodici in più rispetto a quella della giunta. Per colmare il divario vorrebbe innalzare dal 5 al 5,2 per mille l’Ici su tutte le altre abitazioni, a partire dalle seconde case di proprietà. «Il principio è sbagliato - ribatte il presidente della Commissione bilancio, il consigliere di Fi Giacomo Beretta -, così si vuol costringere chi produce ricchezza a lasciare Milano. Con il nostro percorso arriveremo nei prossimi 5 anni al taglio dell’Ici per tutti. Secondo l’Ulivo invece di anno in anno dovremmo “punire” sempre di più i proprietari di seconda casa aumentando loro le tasse».