Tagli in carcere, poliziotti senz’acqua per far la doccia

Marassi «svuotato»: settanta detenuti trasferiti in altri istituti

È guerra aperta tra la polizia penitenziaria ligure e il provveditore regionale. E quest’ultimo ha deciso di sparare ad acqua. Non con le pistole giocattolo, ma con le valvole che regolano le condotte dell’acqua potabile delle carceri. Nel senso che ha disposto di aprire i rubinetti solo per poche ore al giorno e di contingentare persino le docce degli agenti. «Pronto a chiudere i contatori generali allo scadere esatto delle quattro ore, nel corso dell’intera giornata, stabilite per l’erogazione - attacca Michele Lorenzo - segretario regionale del sindacato Sappe. È solo l’ultimo affronto che il provveditore ha deciso di farci. Ha dato mandato a tutti i direttori degli istituti liguri di adottare queste misure di risparmio di acqua potabile. Ovviamente il risparmio è una scusa».
La sfida in effetti va avanti da tempo. E recentemente ha raggiunto livello di scontro alti. Nelle scorse settimane il provveditore Giovanni Salamone ha trasferito il segretario nazionale aggiunto del Sappe, Roberto Martinelli. Lo ha messo al carcere di Marassi mentre era in distacco a Roma. Un atto che, nei confronti del numero due del più grande sindacato di polizia penitenziaria, suonava come un gesto di sfida. «Un gesto comunque ripetuto adesso nei miei confronti», spiega Michele Lorenzo, leader ligure del sindacato. Sul braccio di ferro in atto è stata presentata anche un’interpellanza parlamentare dal senatore Giorgio Bornacin del Pdl, mentre domani gli agenti della polizia penitenziaria manifesteranno alle 10.30 davanti alla sede del provveditorato. I problemi delle carceri restano intanto gravi. Nonostante a Marassi sia in corso uno svuotamento delle celle. Negli ultimi giorni infatti circa 70 detenuti sono stati trasferiti in altri penitenziari italiani non ancora al collasso. Ultimamente comunque, nelle carceri liguri si è registrato un aumento medio di detenuti di circa 80 persone al mese.