Tagli Le casse che si svuotano a comando

Il dottore per curare il figlioletto no, i soldi per andare a teatro sì. Comportamento normale per qualunque padre di famiglia, vero? Di certo è il comportamento normale degli enti locali liguri e genovesi che, non potendo più buttare la colpa sul governo per i soldi dell’Ici (visto che lo stesso assessore al bilancio ha dovuto ammettere, nel segreto di una commissione, che è stato pagato tutto il dovuto ai Comuni) ora il motto «lamentarsi, lamentarsi, lamentarsi» lo hanno spostato sulla Finanziaria. Quando Regione, Provincia, Comune non fanno quanto dovrebbero tirano subito fuori la storia di Tremonti che taglia tutto. Poi però i soldi per altre cose li trovano sempre. Oppure si dimenticano di riconoscere all’esecutivo i meriti ogni volta che salva qualche situazione scabrosa.
Il discorso sui bambini cui il Comune toglie l’assistenza dello psicologo è di due giorni fa, con tanto di denuncia firmata da associazioni insospettabili di simpatie berlusconiane. Un altro esempio di servizi essenziali minacciati? Il Comune di Cogoleto urla già fortissimo il suo «nevica, governo ladro». Un comunicato avverte già che quest’inverno, per colpa dei tagli del governo ovviamente, non spalerà più la neve sulle strade di Pianpaludo, Prariondo, di Alpicella e del Monte Beigua. E se invece lo farà (non fosse altro perché non può lasciare sotto sequestro i cittadini) sarà solo merito della Regione cui il Comune si è già rivolto visto che «è sempre attenta alle necessità dell’entroterra». (...)