Tagli al Comune, il sindaco fa lo spazzino

La protesta del primo cittadino di Suello, a capo di una giunta di sinistra

Felice Manti

da Milano

Il sindaco di un piccolo comune lombardo, un giorno alla settimana, è «costretto» a trasformarsi in spazzino. Colpa della legge finanziaria e di un governo che «non tutela e non considera i piccoli comuni» e che soprattutto ha dimenticato il Nord. Succede a Suello, un paesino con 1.500 abitanti alle porte di Lecco. Il sindaco Giuseppe Mauri, eletto nell’aprile del 2004 in una lista civica di centrosinistra, raggiunto telefonicamente dal Giornale, ha confermato che di lì a poco sarebbe «salito sul motocarro per andare a pulire le strade». «La pista ciclabile va pulita tutti i sabati, non si può fare diversamente», spiega Mauri, ennesimo componente della schiera dei delusi dalla manovra varata dal governo dell’Unione.
«L’ultimo operatore ecologico si chiamava Antonio Stefanoni, è andato in pensione la scorsa primavera. Da allora tiriamo avanti con incarichi temporanei, attraverso le cooperative. Avevamo un ragazzo part time ma si è licenziato. Se riuscissi a trovare le risorse necessarie assumerei qualcuno a tempo pieno, vedremo nelle prossime settimane», spiega, un po’ amareggiato.
Dopo qualche tentennamento, il sindaco di centrosinistra si sbilancia: «Certo, questa Finanziaria non tutela i piccoli comuni, anzi non li considera. Certamente - ammette - ci si aspettava qualcosa di più. Alcune cose lasciano un po’ sconcertati, come l’idea di cancellare una dozzina di Questure e Prefetture, come quelle di Lecco e Lodi (e di altri dieci capoluoghi di provincia, proposta poi rientrata, ndr), certo se la potevano risparmiare. Non me lo sarei mai aspettato».
Poi il primo cittadino lombardo si sofferma sulla proposta di legge della Margherita, che prevede l’abolizione della giunta nei comuni con popolazione inferiore ai tremila abitanti, Suello compresa. «Anche questa proposta mi ha lasciato di stucco - sottolinea Mauri - a questo punto vorrei chiedere all’Unione che senso ha fare anche le elezioni? Non votiamo neanche, lasciamo fare tutto agli impiegati comunali, e non se ne parli più».
Insomma, da amministratore e da elettore di centrosinistra, il giudizio del sindaco di Suello sulla manovra varata da Palazzo Chigi è decisamente negativo. «La verità è che questo governo avrebbe dovuto affrontare, e da subito, i veri problemi del Paese, con il giusto rigore, soprattutto a fronte di un mandato che sulla carta dovrebbe durare cinque anni». E invece, secondo l’amministratore lecchese, da questa Finanziaria sono rimasti fuori temi importanti e molto sentiti, soprattutto nel Lombardo-Veneto, come quello del «federalismo fiscale». «Io sono e continuo ad essere di centrosinistra, nonostante tutto - sottolinea - ma credo in un federalismo fiscale che possa dare delle risposte alle esigenze del territorio, in maniera seria». E invece «questo governo continua a snobbare il Nord e sembra concentrare la propria attenzione solo sul Centro-Sud». Una politica che a lungo andare, ammette, potrebbe ritorcersi contro la maggioranza.
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