Tagli a cultura, Napolitano: "Non si risana così"

Il presidente della Repubblica consegna i premi De Sica al Quirinale e attacca: "Non troveremo le nuove vie per il nostro
sviluppo economico e sociale attraverso una mortificazione della cultura". Ma avverte: "Dalla crisi si esce tagliando la spesa pubblica"

Roma - Contro i tagli alla cultura. Giorgio Napolitano prende atto con soddisfazione delle promesse di Sandro Bondi riguardo i fondi Fus e il sostegno al cinema, ma non rinuncia a giudicare "inspiegabile" la soppressione di enti come l’Eti e, soprattutto, avverte: non è certo attraverso la "mortificazione della cultura" che si risana il bilancio in tempi di crisi. "Non troveremo le nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale attraverso una mortificazione della risorsa di cui l’Italia è più ricca: la risorsa cultura nella sua accezione unitaria" ha detto il presidente della Repubblica consegnando al Quirinale i premi De Sica. "Adoperiamoci - ha aggiunto - perché di ciò si convincano tutti e perchè se ne traggano le conseguenze". Il capo dello Stato inoltre ha chiesto una approfondita riflessione "sui problemi dello spettacolo e del suo finanziamento pubblico".

Tagliare la spesa La crisi economica, ha detto il Capo dello Stato ricevendo oggi al Quirinale i vincitori dei premi De Sica, non conosce "vie d’uscita indolori" né fa sconti. Urge allora una seria riflessione di lungo periodo. E se i tempi che corrono "richiedono revisioni rigorose della spesa pubblica". Napolitano è partito con l’amara considerazione che, quest’anno, i premi De Sica risultino in chiave minore rispetto al passato. Per via del fatto che manca "la componente Eti, ente inspiegabilmente soppresso" e che sono stati sospesi i primi "Olimpici del teatro. Spero solo sospesi" chiosa. Due assenze "di cui mi rammarico molto", aggiunge precisando di essere bene a conoscenza "di quel che inquieta" l’ambiente in questo periodo. "Mi tengo doverosamente lontano dalla dialettica tra sindacati e governo, considero positivo quel che il ministro del Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, e quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il Fus 2011 e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale al cinema". E qui segue la prima precisazione: "Non c’è dubbio che si imponga al di là di ciò una seria riflessione di fondo e di prospettiva", che comprenda "l’intero capitolo cultura. Tutto l’ambito culturale, insomma: spettacolo, musei, siti archeologici, centri urbani e luoghi paesaggistici da preservare nella loro unicità". Pompei non è citata direttamente, ma il riferimento pare esplicito. Si tratta di un "un patrimonio straordinario che abbiamo ereditato e abbiamo il dovere di preservare valorizzare".