Tagli delle spese, Penati ci ripensa

I leghisti cercano di far tornare l’assessore al suo posto. L’Unione diserta le commissioni e chiede un consiglio straordinario sul caso

Gianandrea Zagato

Quattordici mesi di governo e un solo fatto: la scalata di Serravalle. Il resto? Promesse non mantenute che vanno di pari passo con la demagogia, le parole d’ordine e pure una buona dose di autoritarismo. Quadretto della Provincia governata da Filippo Penati ormai dimentico degli impegni presi in campagna elettorale: tutti con un denominatore comune, «cambiare la gestione di Palazzo Isimbardi».
Volontà politica messa perfino nero su bianco in un comunicato stampa di sessantasette righe declinabili in un ordine di scuderia, «riduciamo gli sprechi». Virgolettato con taglio incluso dei gadget ovvero stop drastico alle spese per l’acquisto di materiale con il logo dell’istituzione di via Vivaio. Spesa giudicata troppo frivola dal centrosinistra pronto a investire in «trasporti, casa, politiche del lavoro, sviluppo e welfare». Peccato che quelli definiti come «sprechi» continuano. L’azione di contenimento e di rigore è rimandata.
Per i Penati boys è un must indossare i braccialetti gialli di silicone con scavato il logo «ProxPro». E, forse, perché no, anche cappellini e magliette con sopra lo stemma della Provincia. Costo dell’operazione pubblicitaria: diciassettemila euro - i braccialetti - e ventitremila per cappellini e magliette a disposizione della «direzione centrale presidenza». Totale: quarantamila euro (iva inclusa) addebitati al «fondo per acquisti beni di consumo e varie» secondo le determine dirigenziali firmate da Valerio Bendinelli.
Spesina fatta in quel di Alzate Brianza alla «Publiline moda e promozione» aggiudicataria «mediante trattativa diretta». Scoperta che fa «ridere amaramente» le opposizioni: «Rileggere quella nota stampa e le determine è davvero istruttivo: conferma che la giunta rossa non intende proprio staccare assegni a favore degli anziani né tantomeno può garantire l’aumento delle prestazioni del welfare locale».
Sintesi: Penati è solo chiacchiere e distintivo». Chiosa di Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia, che preventivamente mette nel mirino l’adesione della Provincia alla «International association of peace messenger cities», «costo appena mille euro l’anno che, sicuramente, sarà ben maggiore in futuro quando i Penati boys faranno a gara per partecipare all’assemblea generale dell’associazione cui aderiscono appena cento città in tutto il mondo». Spartizione in business class di chi, continua l’azzurro Dapei, «spende quattromila euro per essere in prima fila ai social forum cari al duo Agnoletto & Casarin». Altro che rigore e contenimento. Fatti, semplicemente fatti.