Tagliò la lingua all’alunno: «Sentenza diplomatica»

Una sentenza «ineccepibile per gran parte del suo sviluppo», salvo «la conclusione». Così scrive il pm Marco Ghezzi nel ricorso depositato ieri contro la condanna in primo grado a 2 mesi di reclusione di Rosa S., l’insegnante accusata di aver ferito alla lingua con un paio di forbici un bimbo tunisino di 7 anni. Per il magistrato, che sottolinea ancora una volta «il comportamento aberrante della maestra», la derubricazione da lesioni dolose a colpose sembra frutto di «un ragionamento non immune da vizi». Anzi, «appare una soluzione un po’ diplomatica». «La via di mezzo» tra le richieste della Procura e della difesa, continua Ghezzi, «è una soluzione che scontenta tutti, soprattutto la giustizia». Il legale della famiglia della vittima, l’avvocato Piero Porciani, sta intanto preparando una causa civile contro il ministero della Pubblica istruzione. La richiesta di risarcimento potrebbe arrivare a 100mila euro.