Tagliò la lingua all'alunno Condannata a due mesi

Prese in mano le forbici e tagliò la lingua a un alunno di sette anni troppo "vivace". Il pm oggi ha chiesto quattro mesi di reclusione per la maestra, il giudice ne ha assegnati solo due. Il legale della donna: "Insegnante amorosa con i bimbi"

Milano - È stata condannata a due mesi di reclusione per lesioni colpose Rosa Sciliberto, la maestra che il 20 febbraio del 2007 con le forbici provocò un taglio sulla lingua di un alunno di sette anni. Il tribunale di Milano ha condannato la maestra, derubricando però l’accusa originaria di lesioni volontarie formulata dal pm in quella di lesioni colpose. Il pm aveva chiesto la condanna dell’insegnante a quattro mesi. Il tribunale ha anche deciso che la maestra dovrà risarcire i danni da quantificare in un giudizio separato con una provvisionale per ora di 5mila euro oltre a 2.200 euro di spese processuali. La maestra era stata sospesa dal ministro della Pubblica istruzione e successivamente si era licenziata.

L'accusa La condanna a 4 mesi di reclusione era stata chiesta dal pm milanese Marco Ghezzi per Rosa Sciliberto, la maestra che il 20 febbraio dell’anno scorso con un paio di forbici provocò un taglio alla lingua di un alunno di 7 anni nella scuola elementare di via Dolci nel capoluogo lombardo. Il taglio venne ricucito con 7 punti di sutura. "Le ferite, con fortuna di tutti si sono rimarginate - ha detto il pm - ma siccome affidiamo i nostri bambini alle istituzioni e alle insegnanti chiunque pretenda che cose del genere non accadano". "Non è in discussione il quantum della pena - è stato il discorso del rappresentante dell’accusa - ma è doveroso che chi insegna non infligga lesioni a chi è a scuola per imparare ed essere formato".

La difesa "Qui abbiamo un’insegnante benevola, amorosa con i bambini e brava. Come facciamo a dire che improvvisamente è impazzita e ha tagliato la lingua a un bambino?". Lo ha chiesto l’avvocato Gaetano Lipiani al giudice che dovrà emettere la sentenza nei confronti della maestra. Il legale nella sua arringa al termine della quale ha chiesto l’assoluzione della sua assistita, ha ricordato come l’insegnante abbia già pagato per quel fatto: "È stata allontanata immediatamente dalla scuola come un’appestata. È stata sospesa nonostante le colleghe la difendessero".