Tagli ridotti: per la sicurezza il governo trova altri 450 milioni

RomaAlla fine, qualche soldo per «ammorbidire» i tagli al comparto sicurezza si è trovato. La metà della cifra ricavata oltre le previsioni dell’asta delle frequenze, andrà infatti a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, oltre che all’edilizia scolastica e all’ambiente. Dei complessivi 1,6 miliardi di euro, circa 800 milioni saranno destinati alla riduzione del debito pubblico. Gli altri proventi saranno suddivisi in 200 milioni per il ministero della Difesa, 220 milioni al ministero dell’Interno, 30 milioni alle Fiamme gialle. All’Istruzione, all’Ambiente e al ministero dello Sviluppo, 100 milioni ciascuno.
Il disegno di legge deve passare in Parlamento, e c’è da scommettere che, soprattutto alla luce dei fatti di sabato a Roma, per il comparto sicurezza si troverà qualche risorsa in più. Intanto è confermato che restano i buoni pasto per i dipendenti pubblici la cui giornata dura meno di otto ore. Una norma che potrebbe saltare, vista l’esiguità del risparmio (2 milioni di euro) è il taglio per le spese di vitto e alloggio di carabinieri e uomini della Finanza impegnati nel servizio di ordine pubblico. Giri di vite sono tuttavia previsti per il personale della Dia (la Direzione investigativa antimafia), così come sul personale volontario dei vigili del fuoco. Si tratta di tagli che amareggiano le forze dell’ordine, tanto che qualche sindacalista dice: «I veri indignati siamo noi».
I finanziamenti recuperati dall’asta delle frequenze sono evidentemente una tantum. Ma in un periodo di vacche magrissime possono contribuire a rendere meno pesanti i tagli che la legge di stabilità (ovvero, la vecchia Finanziaria) distribuisce fra i vari ministeri per un totale di quasi 10 miliardi di euro. Il dicastero maggiormente colpito è quello dello Sviluppo economico. Paolo Romani dovrà tagliare complessivamente 3,7 miliardi l’anno prossimo, 2,6 miliardi nel 2013 e 1,8 miliardi nel 2014. La scure tremontiana si abbatte in particolare sui fondi Fas, mentre i fondi per la competitività e lo sviluppo delle imprese i tagli sono meno pesanti: 379 milioni nel 2012, 21 milioni nel 2013 e 10 milioni nel 2014. Tagliati 206 milioni per i compensi dei diplomatici.
Il 10% dei proventi della lotta all’evasione sarà destinato al potenziamento dell’amministrazione finanziaria, compresa la Guardia di finanza. Restano inoltre in piedi un miliardo di euro per gli ammortizzatori sociali, e 835 milioni per la detassazione del salario di produttività.