Tagli rinviati, Formigoni tiene in rotta Malpensa

«Abbiamo fermato la ghigliottina» dice Roberto Formigoni, volato a Roma per seguire da vicino le ultime evoluzioni del caso Malpensa insieme all’assessore Raffaele Cattaneo. Le notizie che danno conforto ai tifosi di Malpensa sono due: il ricorso al Tar di AirOne contro la cessione immediata di Alitalia ad AirFrance e il rinvio della presentazione del riassetto delle rotte da parte di Alitalia. Il nuovo orario parte il 31 marzo ma la compagnia ha preso tempo per annunciare le novità in arrivo. Un segnale positivo. Inoltre, il governatore ha spinto con palazzo Chigi per la convocazione di un tavolo politico sulla moratoria al quale la Regione ha chiesto di partecipare. L’asse è con Enrico Letta, ma oltre che con il sottosegretario Formigoni ha lavorato con il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e ai Trasporti, Alessandro Bianchi. Soddisfatto, sia pur cauto, Formigoni: «Mercoledì sera Malpensa era defunta. Dopo gli incontri che abbiamo avuto a Roma posso dire che siamo riusciti a rinviare la pena di morte».
Il pressing del Pirellone, in sintonia con molti imprenditori e soprattutto con ApHolding, il gruppo dell’imprenditore Carlo Toto proprietario di AirOne, è riuscito a fermare la prima mossa pericolosa e con ripercussioni concrete: la cessione da parte di Alitalia degli slot che la compagnia di bandiera non intende più utilizzare. Mollare subito i diritti di volo avrebbe significato rischiare di sminuzzare le rotte, svendendole ai migliori offerenti del momento senza dare la possibilità ad alcuno di organizzare un acquisto in blocco e quindi di presentarsi come hub carrier, ovvero una compagnia di riferimento in grado di sostituire Alitalia mantenendo i collegamenti a breve e medio raggio per «nutrire» i voli intercontinentali. Formigoni spiega: «Al momento questa mossa che avrebbe ammazzato Malpensa non è stata fatta. È necessario tenere raggruppati gli slot e avere il tempo necessario per organizzare una e una sola compagnia che sostituisca Alitalia. In questo modo abbiamo fermato la ghigliottina».
Adesso tocca a Palazzo Chigi, nonostante la crisi, fare le prossime mosse perché se la cessione degli slot non c’è stata, è necessario andare oltre: «Abbiamo chiesto un tavolo politico con la presidenza del consiglio affinché si arrivi a sanzionare una moratoria, affinché cioè ci sia tempo per garantire a Malpensa un’alternativa». Spinge anche l’azzurro Maurizio Lupi, responsabile infrastrutture di Forza Italia: «Il governo intervenga subito per interrompere la trattativa in esclusiva con AirFrance».
La certezza del risultato è lontana ma un po’ di ottimismo in più arriva dall’intesa tra maggioranza e opposizione e dal lavoro di Formigoni con il Partito democratico lombardo: «Garanzie dal governo ancora non ce ne sono, ma sto lavorando con un concerto di forze politiche di maggioranza e minoranza affinché sia convocato questo tavolo». Tra gli alleati il ministro Antonio Di Pietro: «È indispensabile e urgente la convocazione di un tavolo di confronto a livello governativo sulla vicenda di Malpensa».