Tagli alla sanità? Una Asl invece aumenta le spese

Concluso il mandato per gli ultimi manager della sanità nominati dall’ex presidente Piero Marrazzo rimane aperto il capitolo nomine per gli eventuali commissari pro tempore fino alle nuove nomine decisive, stabilite dalla presidente Polverini, dei direttori generali di Asl e Ospedali. È infatti questione di giorni ma intanto nelle Asl a tenere calde le poltrone rimangono i cosiddetti facenti funzione: direttori sanitari o amministrativi che per anzianità rimangono in sella all’azienda per l’ordinaria amministrazione. Già, ordinaria. Ossia consueta, ma non è detto che lo sia l’ingaggio, seppure a tempo determinato di personale. Sanitario e non. Questioni sulle quali sarebbe necessario fare chiarezza considerando che le risorse finanziarie delle Asl certo non ridono.
Ad avvalorare questa affermazione sono quei provvedimenti stilati dagli stessi ex manager che annoverano tra i bilanci di previsione entrate e uscite. E le seconde superano in lunghezza le prime. Sempre. Un caso emblematico è il bilancio di previsione firmato dall’ex general manager dell’Asl Roma A, Carlo Saponetti, che riporta una stima delle passività, già a giugno, intorno a 20 milioni di euro. Sul documento sono precisamente 19.534.390. E meno male che la chiusura dell'ospedale San Giacomo avrebbe dovuto ridare respiro alle casse dell’Asl Roma A: grandi risparmi e contenimenti di spesa. Macché, ecco il nuovo debito lì in bella mostra. Senza contare che già nel 2008 il bilancio consuntivo misurava un passivo di 71 milioni di euro quando il preventivo di bilancio ne prevedeva soltanto 43. Mentre la perdita secca sul bilancio 2009 è di altri: 67.Vale a dire che fatte le dovute proporzioni il consuntivo 2010 conterà uno sforamento di almeno 40 milioni di euro. Ma in tutto questo bailamme di cifre c’è invece penuria di risparmi o addirittura di propositi sui risparmi. Per il preventivo corrente si continuano a conteggiare consulenze non sanitarie (dispendio di 160 mila euro), collaborazioni per lavoro interinale non sanitario (320mila), per la formazione - tutta esternalizzata s’intende - (600 mila), per i noleggi non sanitari (150 mila). E questo solo per fare qualche numero. Tuttavia questa evidente carenza di risorse non limita chi è il «capo pro tempore» dell’azienda di andare avanti con le assunzioni seppure a tempo determinato di personale.
Il direttore amministrativo, Franco Socci, che è stato nominato facente funzioni di direttore generale coadiuvato a sua volta dal direttore sanitario Stefano Pompili, fiato alle trombe ha dato prosieguo alla selezione di 12 collaboratori sanitari e di altri 2 assistenti tecnici. Quanto alle prove preliminari queste si erano svolte già nell’ultimo mese. Ma non è finita qui. È davvero bizzarro che a metà giugno, e siamo sempre negli ultimi giorni di mandato (oltre al fatto che era in vigore una proroga di contratto di 90 giorni per permettere l’insediamento delle nuova giunta dopo le elezioni regionali di marzo), Saponetti prorogava e rimpinguava con una delibera intitolata «revisione dei prezzi» alcune forniture in appalto per i cosiddetti multi-servizi. Spesa: 1.055.000 euro per il 2009 e 220.000 per il 2010. Che replicare? La normativa corrente chiamerebbe i manager pubblici a rispettare le scadenze e passare il testimone ai successori.