Taglia di 100mila sterline sui terroristi

Il «Sun» ne promette 25mila per ognuno dei quattro attentatori ancora latitanti. Scotland Yard: terzo arresto legato alla strage

Guido Mattioni

nostro inviato a Londra

Strano luogo, l'Inghilterra! O forse, siamo strani noi. Perché se in Italia un caso doloroso come l'uccisione di un innocente da parte della polizia avrebbe dato luogo quasi unicamente a una dilagante rissa tra politici, di ciò sui grandi giornali d'oltre Manica non se ne trova quasi traccia. L'accaduto suscita, piuttosto, sacrosante e condivisibili preoccupazioni di ordine etico e morale. E fattive considerazioni su chi (e con quali strumenti) dovrà giudicare i colpevoli. Oppure dibattono sobriamente, i giornali di qui, sull'opportunità di introdurre misure straordinarie come quelle che sarebbero attualmente allo studio del governo. Downing street, ha reso noto ieri il ministro per il Nord Irlanda Peter Hain, starebbe infatti considerando (probabilmente su pressione delle forze di polizia) la possibilità di poter detenere i sospetti fino a tre mesi (anziché per gli attuali 14 giorni). Anche in assenza di specifiche accuse.
Tuttavia è sui tabloid gonfi di gossip come i seni al silicone delle divette messe in copertina, che il Quarto potere si rivolge alla «pancia» del Paese. Così ora a Londra si parla di una taglia. A metterla, è stato non a caso il News of the world, domenicale di The Sun, la corazzata di carta del gruppo Murdoch: 100mila sterline (144mila euro) tutte intere o in quattro quote da 25mila, una per ognuno dei terroristi ancora alla macchia dopo gli attentati falliti di giovedì scorso. Ignorando i giri di parole, il tabloid accompagna l'offerta di denaro con toni inquietanti, ma indiscutibilmente d'effetto: «Questi quattro individui sono ancora in giro e vogliono uccidere persone innocenti. Se uno di questi è un membro della tua famiglia, ucciderà anche te».
Intanto, sul fronte delle indagini, quasi a voler convenire con il tabloid sul fatto che i fuggitivi rappresentino ancora una minaccia «vicina», il capo di Scotland Yard, sir Ian Blair, ha dichiarato ieri di ritenere che i mancati attentatori siano ancora in Gran Bretagna. «Non vi è nulla che possa suggerire il fatto che siano espatriati», ha affermato il superpoliziotto. «Dato che volevano morire negli attentati - gli ha fatto eco un altro funzionario della polizia - non avevano fatto alcun piano per fuggire o per rifugiarsi in qualche posto sicuro. Potrebbero meditare il suicidio, ma con ogni probabilità sono da qualche parte nella capitale».
Sempre ieri, Scotland Yard ha comunicato con l'ormai abituale penuria di particolari di aver proceduto a un terzo arresto nell'ambito delle indagini in corso sui falliti attentati. La polizia ha reso noto inoltre di aver effettuato nella stessa giornata di ieri delle esplosioni controllate nel parco londinese dove sabato era stato ritrovato un pacco sospetto che potrebbe avere un legame con i quattro ordigni usati nei falliti attentati di giovedì.