Per tagliare i gettoni di presenza i consiglieri moltiplicano le sedute

(...) la proposta della giunta di corrispondere il gettone di presenza «soltanto al consigliere che risulta presente per un tempo superiore ai due terzi della seduta del consiglio o di commissione». Di fatto una battaglia morale contro gli assenteisti della politica che arrivano in consiglio o in commissione, firmano e se ne vanno beccandosi i 48 euro e 82 centesimi (lordi) previsti dal regolamento come rimborso spese.
Una iniziativa partita dal vicino municipio Medio Levante che lo scorso 26 novembre ha approvato la stessa norma su proposta del presidente leghista Pasquale Ottonello. Ma già quando il testo è passato al vaglio della prima commissione del Municipio Levante presieduta da Giovanna Drago (Ulivo) sono emersi i primi distinguo. Per l'assessore Salvatore Bevilacqua (Lista Biasotti) già così chi fa politica in Municipio è un volontario visto che agli assessori sono riconosciuti 800 euro lordi di cui il 10 per cento va al partito. «Se va bene in tasca rimangono puliti 400 euro che non coprono neanche le spese. Lo facciamo solo per amore per il nostro municipio».
In merito ai gettoni di presenza, di «provvedimento restrittivo e punitivo finalizzato a impedire che l'opposizione abbandoni l'aula come atto politico di protesta», ha parlato l'ulivista Antonietta Mozzoni. Mentre dalle file della maggioranza Milena Romagnoli fa notare che non essendo stabilito in anticipo la durata delle riunioni la norma sarebbe di fatto inapplicabile. Controcorrente Stefano Toscanini (Udc): «non si deve fare una valutazione quantitativa ma qualitativa del lavoro dei consiglieri senza dimenticare che il costo maggiore è quello di chi, pur rinunciando al gettone di presenza, non partecipa alla discussione venendo meno al ruolo di rappresentante dei cittadini che lo hanno votato». Non è d'accordo Alba Viani (Pdl) «su una sanzione così rigida perché in realtà si tratta di una questione morale e i politici che intascano i gettoni di presenza ne rispondono con la loro coscienza e coi cittadini». E se dalla maggioranza Franco D'Elia si chiede se è valido il voto di un consigliere che abbandona l'aula prima del tempo, la Drago ricorda che «in passato non era previsto alcun gettone di presenza per i consiglieri che si proponevano solo per spirito di sacrificio e passione politica». «Io il gettone l'ho sempre devoluto in beneficenza», garantisce Massimo Alfieri seguito da Innocenzo Pettinato che non ha «mai percepito un euro per darlo al partito (Prc, ndr)». E se la proposta del verde Stefano Stefanacci è di abolire i gettoni anche per i consiglieri comunali il consiglio di lunedì decide di approfondire la questione prima di ridiscuterne in aula.
Tra le ire di Carleo: «parlate tanto di sprechi e ne stiamo facendo un problema di stato con nuove riunioni e altri gettoni di presenza. È vergognoso!».