Tagliariol: "E ora l'oro a squadre"

Matteo: "Vincere un'Olimpiade è sempre stato il mio sogno. Non credevo di
riuscirci al primo colpo". "Ci ha fatto un
bel regalo - dice la madre, insegnante di storia e geografia
- Da piccolo aveva la passione di D'Artagnan, a dieci anni ha
visto la Trillini in tv ed è impazzito per la scherma"

Pechino - "Vincere un'Olimpiade è sempre stato il mio sogno. Non credevo di riuscirci al primo colpo: ora possiamo vincere anche nella squadra". Matteo Tagliariol è frastornato dai festeggiamenti, ma guarda già avanti. Dall'Italia gli sono rimbalzati anche gli applausi di Berlusconi, entusiasmo alle stelle anche in tribuna vip con il presidente del Coni Gianni Petrucci, il Principe Alberto di Monaco (che l'ha anche premiato), il sottosegretario allo sport Rocco Crimi, John Elkann . Tutti in piedi per sentire l'emozione dell'inno tricolore.

"Sono contento di aver regalato all'Italia quest'oro, e di essere italiano" ha detto subito dopo la finale tra un abbraccio e una pacca sulle spalle. Lui è uno che si carica vincendo, ed è arrivato all'ultimo assalto teso come una corda di violino. "Dico sempre che la mia giornata dipende da come mi sveglio al mattino, e oggi mi sono svegliato bene, caricato al punto giusto".

Faccia da bravo ragazzo, la fidanzatina l'ha seguito fino in Cina, in compagnia di mamma Francesca e papà Giuseppe. I genitori stravedono per il figlio, lo seguono dappertutto come matti, con ogni mezzo, anche se il loro preferito è la moto. "Ci ha fatto un bel regalo - le parole della madre, un'insegnante di storia e geografia - Da piccolo Matteo aveva la passione di D'Artagnan, a dieci anni ha visto la Trillini in televisione ed è impazzito per la scherma. Perché lo seguiamo? perché siamo preoccupati per lui: ha un tipo di scherma molto fisica e pericolosa".

Lui è uno impetuoso che spacca le spade, oggi gli è capitato spesso, tanta era la voglia di vincere. "Troppe volte sono arrivato secondo, non volevo più accontentarmi. La chiave tattica? Jeannet si aspettava da me un'altro tipo di scherma, l'assalto al ferro. Io invece ho scelto una tattica più lineare. Alla fine il francese era una statua di delusione, parlava a fatica: 'Io ci ho provato, ma lui ci credeva troppo', l'ho sentito dire". "E' tutta la vita che aspettavo questo momento - prosegue un Tagliariol quasi afono - Ho sempre pensato che ce l'avrei fatta. Sto così bene che potrei fare un'altra gara...Oggi mi sentivo davvero in forma. Ed è diventato il giorno più bello finora della mia vita. Sentivo che era la mia giornata e ho preso la palla al balzo. Nella spada vince chi coglie l'attimo". La sua vittoria è un grande spot alla spada tricolore: l'ultimo oro olimpico individuale fu a Roma '60, con Giuseppe Delfino: ''Da noi è un'arma sottovalutata - dice Tagliariol - le altre due hanno avuto più allori di noi. Ma sento che da oggi cambieranno le cose, questo gruppo ha lavorato bene e dietro ci sono giovani promettenti".

Passa per uno tranquillo che non ha mai fretta. "Sono un calmo, ma al momento giusto tiro fuori il fuoco che ho dentro". Jeannet era uno dei suoi idoli e continuerà a esserlo. "Lui è più completo di me, però quando ci si afafronta non pensi mai di essere secondo a nessuno. Continuerò ad ammirarlo tantissimo, anche se oggi il migliore sono stato io". La soddisfazione doppia è sapere di aver rotto un incantesimo: "Noi della spada non vincevamo nell'individuale da quasi 50 anni, spero ci saranno altri ori dopo questo. La gara a squadre? Si può ripetere l'oro di Sydney, questa squadra è più forte di quella di allora. Il problema semmai sono io, nella gara a squadre io tiro peggio".

Dopo l'esultanza è il momento anche delle dediche: "La prima è per il mio vecchio maestro ammalato Ettore Geslao, poi tutto quelli che mi hanno aiutato: dalla famiglia alla mia ragazza, dal preparatore atletico all'Aeronautica e a me stesso". Questa vittoria vuol dire molto anche per il suo conto in banca: "Cosa ci farò con i 140 mila euro di premio? Sono un fanatico della musica e i computer. Mi servono per comprarmi una casa, e poi un pc e l'Ipod".

L'impressione generale è questo sia un oro diverso dagli altri. "Eravamo la Cenerentola della scherma - esulta il ct della spada Carlo Carnevali - anche se in assoluto quest'arma nel mondo è la più praticata e popolare". Quanto alle possibilità del bis a squadra è realistico: "La Francia è la più forte in assolutò: per la verità lo era anche Jeannet". "Mi auguro che da oggi si torni a parlare solo di scherma -. dice il presidente della Fis Giorgio Scarso - Questo è un grande momento per la spada. Questa è la vittoria della fiducia e della tranquillita che ci mancava". "Una bella giornata - aggiunge Gianni Petrucci - Il governo ci ha dimostrato di esserci sempre vicino". "Giornata fantastica, tutto il nostro paese sta con questi atleti. Abbiamo cominciato a vincere a questi Giochi" esulta il sottosegretario Rocco Crimi".