«Taglieremo 2 miliardi di consulenze inutili»

da Roma

«Sto elaborando una norma per tagliare a metà, al centro come in periferia, le consulenze» che ammontano «a 4 miliardi l’anno, 8mila miliardi di vecchie lire». Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un intervento nel corso della trasmissione Radio anch’io, ha promesso un’azione decisa per contenere le spese della Pa.
«Per metà le consulenze servono» ha aggiunto spiegando che «saranno le singole amministrazioni a decidere» quale siano gli ambiti nei quali ridurre gli sprechi. «Adesso - ha sottolineato - purtroppo c’è uno sperpero, bisogna limitare e tagliare le consulenze inutili». La revisione della spesa dovrà coinvolgere anche il settore legislativo. «I primi a dover fare tagli sono i parlamentari», ha proseguito Brunetta specificando che si farà «promotore di riforme costituzionali per far lavorare meglio i parlamentari». A tale proposito, il ministero ha successivamente specificato che la soppressione degli enti pubblici ritenuti inutili, prevista dal dl manovra, sarà «assunta solo al termine di un’istruttoria» condotta insieme con il ministro della semplificazione Calderoli.
Un altro problema al centro dell’attività del ministro è rappresentato dai rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Secondo il ministro dell’Economia Tremonti ci sarebbero risorse sufficienti a disposizione. Ma per Brunetta «le dinamiche salariali negli ultimi 15 anni sono state al doppio dell’inflazione effettiva». L’inflazione programmata, ha spiegato, «è il punto di riferimento disinflazionistico cui la contrattazione aggiunge elementi di produttività e di competitività, ma non è il punto al quale i salari si fermano». Lo snodo fondamentale della riforma è rappresentato proprio da una maggiore incidenza della produttività e dell’efficienza nelle dinamiche retributive del pubblico impiego. Queste linee guida sono state anticipate sia all’Aran (l’agenzia governativa che si occupa di contrattazione) che ai sindacati.\