Taglio del cuneo fiscale la Ue dà il via libera: non è un aiuto di Stato

da Roma

A quasi un anno dal suo varo, con la scorsa legge finanziaria, il provvedimento sul cuneo fiscale ottiene finalmente il via libera dell’Unione europea. Dopo le ultime modifiche inserite dal governo - ovvero l’estensione delle agevolazioni anche a banche e assicurazioni - lo sgravio fiscale non costituisce più un «aiuto di Stato», espressamente vietato dalla normativa comunitaria.
La questione era stata sollevata dagli uffici del commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes: uno sgravio fiscale corposo come quello previsto dal «cuneo» (2,5 miliardi quest’anno, 4,4 miliardi nel 2008 e 4,7 miliardi nel 2009) può escludere settori vasti come i servizi bancari, quelli assicurativi e l’intero settore delle public utilities (forniture di luce, acqua, gas, eccetera), senza configurare l’ipotesi di aiuti di Stato agli altri comparti? Intorno a questa domanda si è sviluppata una lunga trattativa fra Roma e Bruxelles. L’Associazione bancaria italiana (Abi) e l’Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici, avevano presentato ricorsi in sede europea, lamentando l’ingiusta esclusione dai benefici fiscali. In maggio, infine, Palazzo Chigi ha varato un provvedimento che estende a banche e assicurazioni gli sgravi del «cuneo», con un costo aggiuntivo di mezzo miliardo di euro l’anno. Restano escluse invece le imprese che operano in regime di concessione e a tariffa nei settori dell’acqua, dell’energia, della raccolta e depurazione delle acque di scarico, della raccolta e smaltimento dei rifiuti, nei trasporti e nelle poste e telecomunicazioni. Oltre che, naturalmente, le amministrazioni pubbliche. Secondo la Commissione, tutte queste aziende «non vengono considerate come imprese ai fini dell’applicazione delle regole sugli aiuti di Stato». L’esclusione, aggiunge la Ue, evita le sovracompensazioni «poiché le tariffe regolamentate tengono già conto della fiscalità Irap». Dopo le ultime modifiche, la Kroes ha dunque potuto dare ieri, ufficialmente, il via libera al provvedimento.
Lo sgravio concesso alle imprese è pari a 5mila euro su base annua per ciascun dipendente a tempo indeterminato (10mila nelle otto regioni meridionali). Lo sconto fiscale sul costo del lavoro insiste sulla base imponibile dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, ed è pienamente in vigore dal luglio scorso.
Sollievo per l’esito del confronto con la Commissione europea viene dal ministro Emma Bonino: «I nodi - dice - sono stati sciolti grazie al dialogo fra le amministrazioni nazionali e Bruxelles: una collaborazione che ha consentito di verificare la conformità della misura, dopo averla estesa a banche e assicurazioni». Soddisfatto anche il ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata: la conferma dello sgravio a favore delle imprese, spiega, è molto importante soprattutto in un momento in cui l’economia europea sta rallentando.