Taglio dell’Irpef: ecco quanto si risparmia

Saranno soprattutto gli artigiani e i commercianti, ma anche i professionisti più giovani, quindi senza costi di studio, a beneficiare del taglio degli acconti Irpef stabilito dal governo. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha compiuto alcune simulazioni numeriche attraverso il proprio ufficio studi, da cui emerge che, per i titolari di redditi di impresa (come ad esempio commercianti e artigiani), la «sforbiciata» degli acconti consente di fruire sempre di una dilazione di pagamento di entità apprezzabile: si va dai 460 euro per chi dichiara appena diecimila euro di reddito ai 960 euro per chi ne dichiara ventimila, dai 2.304 euro per chi dichiara 40mila euro ai 3.854 euro per chi ne guadagna 60mila. La riduzione dell’acconto dovuto per il 2009, inoltre, consentirà a chi quest’anno ha guadagnato meno rispetto al 2008, di ridurre o addirittura evitare la compensazione altrimenti prevista al momento del saldo, l’anno prossimo.
Il taglio del 20% favorisce, in alcuni casi, anche i titolari di redditi da lavoro dipendente: ad esempio, se sono anche titolari di immobili concessi in locazione. Lo sconto sarà, spiegano ancora i commercialisti, di 584 euro per un lavoratore dipendente con ventimila euro di reddito da lavoro e diecimila di incassi per locazione; di 760 euro se il reddito da lavoro sale a 40mila euro; di 1.344 euro se il guadagno è di ventimila euro e altrettanto il reddito da locazione; di 2.310 euro, infine, se lo stipendio è di 40mila euro e la locazione di 20mila.
Vantaggio «a due velocità», invece, per i liberi professionisti: più sensibile per chi ha pochissimi costi e quindi un reddito sostanzialmente pari al proprio fatturato - in questo caso, con redditi di ventimila euro il beneficio è di 160 e sale a 704 euro per compensi e redditi pari a 40mila euro -, meno per chi ha maggiori costi di struttura.
Per loro «sarebbe stato senz’altro preferibile - osserva il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti - un intervento volto a ridurre l’aliquota della ritenuta alla fonte applicata sui loro compensi, o quanto meno volto a consentire la compensabilità dei crediti Irpef generati da queste ritenute ai singoli professionisti con i debiti tributari delle associazioni professionali cui partecipano» anche se la scelta del governo «è senz’altro condivisibile se l’ottica del differimento a giugno di una parte dei versamenti è quella di incentivare i consumi dei cittadini a ridosso delle festività natalizie».
E il popolo delle partite Iva tira un sospiro di sollievo: «Gli effetti del taglio dell’acconto Irpef daranno luogo a risparmi oscillanti tra i mille e i 2.275 euro - dichiara Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre -, a seconda se il reddito è di 30, 40 o 50mila euro lordi. È un provvedimento che salutiamo favorevolmente visto che interessa, potenzialmente, quasi undici milioni di contribuenti non necessariamente titolari di partita Iva, ma anche i lavoratori dipendenti e i pensionati che hanno altre fonti di reddito. Vero che è solo una sospensione e non un taglio dell’imposta, ma consentire a molte persone di avere a disposizione maggiore liquidità può influire moltissimo nella tenuta dei prossimi consumi natalizi».