Il taglio delle tariffe pesa sul conto di «3»

Chi guadagna e chi perde dal raggiungimento nel 2015 della piena asimmetria, ossia dalla parificazione delle tariffe, nella terminazione mobile (e chiamate da cellulari) decisa ieri dall’Agcom? Il taglio è consistente visto che si scenderà a 0,98 centesimi al minuto dai 4,1 attuali (5,1 per «3»). Ebbene chi avrà il maggior danno saranno le aziende che operano soltanto nella telefonia mobile come Vodafone la cui quota nel fisso è bassa e naturalmente «3», società guidata da Vincenzo Novari (nella foto), che perde anche le tariffe asimmetriche più elevate. E qualcuno mette in dubbio la partecipazione all’asta frequenze da parte di questi operatori.