«A Tahiti non andrò mai piuttosto farò ospedali»

Il Cavaliere scherza con le signore: «Attente a Frattini, è tornato single»

nostro inviato a Gubbio

Per Silvio Berlusconi è un «tranquillo» weekend di lavoro. Un sabato di settembre in cui, nell’arco di 24 ore, passa da Roma a Bari, e poi a Gubbio, passando per Perugia, con un ultimo approdo serale a Milano. Un tour de force attraverso la penisola che certo non gli sottrae energie da dedicare al suo popolo politico. All’Hotel dei Cappuccini, dove si svolgono le giornate di formazione di Forza Italia, l’attesa è alta già all’ora di pranzo, con i militanti accalcati sul piazzale dell’albergo e le forze dell’ordine a dannarsi l’anima per tenere a bada i suoi fan.
Quando il premier scende dall’auto, però, è soprattutto Berlusconi quello difficile da marcare. Il numero uno di Forza Italia sgattaiola da tutte le parti, stringe mani, si fa fotografare, dispensa complimenti alle militanti del partito, «sapete che so resistere a tutto meno che al fascino femminile» scherza, trascina come un’onda tutto un popolo con sé. Questo, però, è soltanto il preludio. Perché è in sala che il premier dà il meglio seminando buonumore e rompendo ogni liturgia. Salito sul podio Berlusconi inizia a dirigere l’orchestra, spostando le persone in platea per fare accomodare tutti. «Ho fatto tanti mestieri ma il buttafuori mai...», scherza. «Allora, lì c’è una sedia libera, signora venga qui nei posti delle autorità. E voi abbassatevi: fate che quelli dietro non siano impediti della vista del sole» consiglia autoironico. Ci sono ancora due signore in piedi. E allora, quasi a forza, le fa sedere accanto a lui, «perché noi non esponiamo mai la nostra nomenklatura sul palco come fanno gli altri partiti». Il caldo si fa sentire. E allora Berlusconi si toglie la giacca e la cravatta. «Ora ci accuseranno di populismo perché c’è un presidente descamisado...». La platea gradisce e una signora si lancia: «Toglila la camicia!» E lui di rimando: «Meglio che non solletichi il mio narcisismo. Anche se non sono stato io a far pubblicare da Chi le foto di me diciottenne in costume. Quello è stato uno scherzo della direttrice».
C’è Franco Frattini in prima fila. «Ragazze attente perché mi risulta che sia tornato single». Risata generale. E allora il premier fa l’elogio del senso dell’umorismo «quello che manca del tutto al centrosinistra». Il suo sguardo si sposta poi verso il suo futuro. «A Tahiti, come avrete capito, temo che non andrò mai. Ho tante idee e, ad esempio, vorrei costruire ospedali nel mondo mettendo di tasca mia il 20-30% dell’investimento iniziale». Ma prima di tutto c’è la politica. Un’avventura che, a giudicare dalla scossa di adrenalina che percorre la sala, la sua gente vorrebbe davvero che non finisse mai.