Taiwan compie 100 anni e vuol far pace con la Cina

Il presidente Ma Ying-Jeou propone un trattato a Pechino in vista delle elezioni presidenziali dell'anno prossimo

Una settimana dopo aver festeggiato in grande stile i cento anni della Repubblica di Cina di cui è l'erede storica diretta, Taiwan annuncia per bocca del proprio presidente l'intenzione di firmare un accordo di pace con Pechino. Il presidente Ma Ying-Jeou, eletto nel 2008, ha sempre condotto una politica di distensione delle relazioni con la Cina comunista, fin qui concretizzatesi in una facilitazione dei collegamenti tra due Stati che non si riconoscono a vicenda, ciascuno pretendendo di essere l'unica Cina, e nell'ampliamento senza precedenti degli scambi economici. Ora però, anche perché si avvicina la scadenza elettorale delle presidenziali, Ma punta su un tema forte per catalizzare l'attenzione su di sé.
Anche se l'idea di un trattato di pace è emersa anche in passato, l'annuncio di oggi è un segnale più forte che lascia intendere che il presidente vuole portare avanti l'iniziativa in un eventuale secondo mandato. Il suo partito, il Kuomintang, è l'erede dell'azione politica di Sun Yat-sen, fondatore della Cina moderna nel 1911 quando fu abbattuto l'antichissimo impero. Lo Stato repubblicano cinese fu però sconfitto nella guerra civile dai comunisti di Mao Tse-tung, che nel 1949 fondarono la Repubblica Popolare Cinese: il generale repubblicano Chiang Kai-Shek condusse le sue armate sconfitte sull'isola di Taiwan (nota anche come Formosa) e lì continuò a governare a nome del Kuomintang cinese fino alla sua morte avvenuta negli anni Settanta. Il Kuomintang conservò successivamente il potere ma fu sconfitto nelle elezioni del 2000 da un partito indipendentista isolano che voleva rifondare lo Stato su basi esclusivamente locali, cessando la pretesa di rappresentare tutta la Cina fino al giorno di un'improbabile riunificazione che vedesse i comunisti sconfitti. Isolato e senza appoggi all'estero, Chen Shui-bian fu sconfitto da Ma nel 2008 e da allora il Kuomintang persegue una politica pragmatica nei confronti di Pechino che punta all'audace obiettivo della riunificazione su basi paritarie.