Tajani: "Una carta europea per i mobili"

Il vice presidente della Commisione Europea al Salone del Mobile: "Entro fine di giugno la Commissione adotterà una nuova strategia per il settore della trasformazione del legno con cui si affronterà anche il problema delle materie prime, della produzione dei mobili e della loro tracciabilità con una "carta d'identità" che darà trasparenza al consumatore e aiuterà anche nella lotta alla contraffazione

L'industria del legno e dell'arredo entra a far parte a pieno titolo delle iniziative legate alla nuova politica economica dell'Unione Europa ed è al centro di una serie di iniziative per ridare competitività al settore, favorendo la crescita, sia sul mercato internazionale che in quello, interno, comunitario che da tempo soffre il peso di una crisi che dura da troppi anni con effetti negativi su crescita e lavoro. A spiegarlo, in un incontro con il presidente del Salone Internazionale del Mobile e quello di FederlegnoArredo, Claudio Luti e Roberto Snaidero, è stato Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, con delega all'Industria.

E si tratta, come ha ben spiegato Tajani, di iniziative studiate in sinergia e trasversali ai settore economici, perhé interventi e ricadute sono trasversali e collegati l'uno all'altro. Intanto, ed è la prima notizia, entro la fine di giugno la Commissione Europea adotterà "una nuova strategia per il settore della trasformazione del legno", strategia con la quale si affronterà "il problema delle materie prime" da un lato e quello della produzione e commercializzazione dei mobili dall'altro, istituendo anche una "carta di identità europea per i mobili", un "passaporto" con cui si intende migliorare l'informazione al consumatore, la trasparenza del mercatoi, la promozione di prodotti di qualità con standard elevati e riconoscibili. La carta d'identità del mobile - ha aggiunto Tajani - dovrà fornire informazioni sul tipo di materiale e di tecniche utilizzate, la presenza di sostanze nocive per la salute e l'ambiente, le istruzioni per l'uso, la conservazione e lo smaltimento, la sostenibilità delle materie prime utilizzate, molto importante soprattutto per i mobili costruiti in legno, e quindi eco-compatibili".

La carta d'identità dei mobili è una tassello importante del mosaico che dovrà comporre lo scenario, innovativo, degli interventi integrati. Il motivo? Completerebbe il pacchetto sulla sicurezza dei prodotti e la sorveglianza del mercato che la Commissione Ue ha da poco adottato. Non solo, sarà di aiuto anche nella lotta alla contraffazione e al plagio del design europeo - e in particolare italiano - che è in crescita e la Ue ha intenzione di contrastare con forza: la tracciabilità dei mobili e dei complementi d'arredo attraverso la carta d'identità è di notevole aiuto.

Altra questione di non poco conto da affrontare, come ha ricordato Antonio Tajani, è quella della competitività e della pressione sui prezzi dei mobili europei che è cresciuta a causa della competizione sempre più forte con Paesi che producono a prezzi inferiori nel segmento medio-basso dove la concorrenza è sempre più agguerrita ed è una delle cause della forte diminuzione (fra il 15 e il 20%) della quota europea nel commercio mondiale di mobili. A questo si deve aggiungere il danno causato dalla crisi finanziaria ed economica che ha colpito aziende, occupazione, giro d'affari. Questo mentre la penetrazione dei produttori cinesi nel mercato europeo del mobili è divenuta sempre più forte, accentuando la pressione sui prezzi: Oggi la Cina è il primo esportatore di mobili nella Ue con oltre la metà del mercato. Questa è la fotografia tracciata, alla quale vanno aggiunti altri dettagli: la necessità di attrarre lavoratori giovani per garantire la qualificazione della forza lavoro, del "saper fare". Insufficienza dell'accesso al credito per finanziare ricerca e innovazione. Costi di produzione crescenti.

L'industria del legno e dell'arredo, di fronte alla crisi e alla concorrenza ha risposto con una maggiore vocazione all'export "con una grande attenzione a valori come qualità, design e innovazione", ha proseguito Antonio Tajani.

Nonostante tutto l'Europa - e l'Italia - restano leader mondiali nel segmento alta gamma e lusso e circa due terzi dei mobili di lusso venduti nel mondo sono prodotti in Europa. "Lusso ed alta gamma non interessano solo i ricchi ma sono un fiore all’occhiello della nostra industria ed io credo in una politica industriale non a compartimenti stagni". Non solo - come ha ricordato il il vice presidente Ue - l'industria del mobile "ha il potenziale per conquistare nuovi mercati, espandersi, riprendere la crescita. ma per poterlo fare servono "regole uniforme e più chiare a livello internazionale che prevedano la lotta alle pratiche commerciali sleali unite a una più ferma tutela della proprità industriale e intellettuale". E di una riforma del sistema delle dogane - chiesta con decisione dagli imprenditori - del sistema della dogane europee, primo baluardo per difendere questo come altri settori economici.

Tajani ha poi parlato di "intensificazione della lotta alla contraffazione, ci sono già norme, ma vogliamo essere ancora più duri"e ha ricordato come "la Commissione ha approvato due mie proposte sulla tracciabilità completa di tutti i prodotti, sia quelli europei che quelli importati da fuori, sul rinforzo dei controlli e sull’armonizzazione delle dogane perchè non ci deve essere una difesa a groviera dei nostri prodotti". Poi, a domanda sul tema credito alle piccole e medie imprese, ha ricordato che "Basilea 3 non si applica per i crediti chiesti dalle Pmi fino a 1,5 milioni di euro. Abbiamo raggiunto un accordo, lo 'Smi Supporting Factor' che costituisce una deroga a Basilea 3 per il credito chiesto dalle Pmi".

L'adozione della nuova strategia per le industrie europee di trasformazione del legno prevede linee d'azione anche sulle materie prime, perché i prezzi per la fornitura del legname importato sono cresciuti (ad esempi ci sono problemi di aumento dei dazi) e sono cresciuti i prezzi del legno europeo per l'aumento della domanda. Da qui allo studio iniziative per favorire l'accesso alle materie prime.

Altra linea d'azione importante riguarda anche lo stimolo della domanda nel settore delle costruzioni (sia nuove che ristrutturate) a cui il legno-arredo è strettamente legato e guarda alle nuove costruzioni green, a risparmio energetico e all'ecodesign. Sul fronte dell'internazionalizzazione, la Ue ha organizzato una serie di "Missioni per la crescita" che da un paio di anni si recano in giro per il mondo (ad esempio alcune delle più recenti nei Paesi del Sud America) alle quali partecipano industrie e pmi per rafforzare le relazioni industriali e politiche, aiutare le aziende sul fronte dell'export. A metà giugno è prevista una missione Ue in Russia alla quale, ha annunciato Roberto Snaidero, parteciperà anche FederlegnoArredo.

Tajani ha anche ricordato l'impegno della Commissione europea sul fronte dell'innovazione e della ricerca a sostegno del design e della qualità dei prodotti perché fattori decisivi della competitività, quello per lo sviluppo del Cosme, e Orizzone 2020 per le Pmi e le iniziative per investire in istruzione e formazione. "Si tratta - ha spiegato ancora agli imprenditori - di un programma strategico serio, articolato e di sistema che l'Ue ritiene importante per raggiungere l'obbiettivo del 20% del Pil eurpeo prodotto grazie all'attività manifatturiera entro il 2020. Ricordo che il settore legno-arredo rappsenta oggi il 2% del Pil europeo e occupa circa un milione di addetti. E' dunque essenziale il suo rilancio e la sua difesa per poter raggiungere questo obbiettivo".