Tajani: «Rivendico il mio diritto di non votare»

Ieri all’hotel Parco dei Principi un convegno per la tutela della vita organizzato dai fratelli De Lillo

Stefania Scarpa

«Siamo qui oggi per rivendicare il nostro diritto di astensione». Antonio Tajani, presidente degli europarlamentari di Forza Italia, ha ieri ribadito la sua posizione sui quattro referendum di domani e lunedì al convegno «Non votare. Una scelta consapevole. Difendi la legge che tutela la vita» che si è svolto all’hotel Parco dei Principi. Un incontro organizzato dal gruppo regionale di Forza Italia del Lazio e fortemente voluto dai fratelli De Lillo, il consigliere regionale Stefano e quello comunale Fabio.
«Gli italiani sono chiamati al voto su un argomento molto complesso e tecnico - ha spiegato Tajani - e potrebbero dare giudizi sulla base di sentito dire decidendo così per la vita degli altri. Sono convinto che la legge 40 che ha posto fine al far west che c’era prima può e probabilmente debba essere modificata ma non lo si può fare a colpi di referendum». Del resto, ha proseguito Tajani, «andare a votare non è un dovere costituzionale poiché si tratta di un referendum e l’astensione non è quindi una scelta contraria ai diritti civili e di coscienza di ognuno di noi bensì un diritto da rivendicare come scelta ben precisa». Tajani ha quindi ricordato nel suo intervento come la legge 40 «non sia stata approvata a colpi di maggioranza come qualcuno vuol far credere, ma con voti trasversali e segreti. Molti di quelli che oggi vogliono abrogarla hanno votato in favore di questa legge». «Se si vuole veramente agevolare la ricerca - ha concluso l’ex coordinatore regionale di Forza Italia - si devono agevolare le donazioni dei cordoni ombelicali che la scienza ci dice siano la strada giusta per fare del bene e tutelare la vita».
Ad aprire l’incontro sono state alcune relazioni di medici ed esperti del settore seguiti dalle relazioni del capogruppo alla Regione Lazio, Raffaele D’Ambrosio e dell’ex assessore alla Sanità della giunta Storace ora presidente dell’Associazione medici cattolici italiani, Vincenzo Saraceni. «Chiediamo rispetto per la nostra scelta di astensione - ha spiegato infine Stefano De Lillo - servono regole certe in un settore molto complicato e tecnico. Regole che rispettino l’uomo e il diritto alla vita».
E ieri chiusura anche della campagna per il non voto del Movimento per la vita italiano, a largo Goldoni. «Ferilli, Bellucci, Mannoia. I referendari potrebbero avere come vip anche Madonna, la cantante naturalmente. Ma noi abbiamo l’unico vero testimonial di questa campagna: l’embrione, cioè il figlio, la cui vita come donne vogliamo tutelare sin dal primo istante. Per questo invitiamo a non votare», ha detto Olimpia Tarzia, presidente del Comitato «Donne e Vita» e segretaria generale del Movimento. «La legge 40 - ha osservato Tarzia - deve essere salvaguardata perché tutela la salute della donna che prima veniva sottoposta a un bombardamento ormonale tale da procurarle seri problemi fisici, a volte addirittura la morte».