Tajani: "Siderurgia determinate per la politica industriale Ue"

Aperta a fieramilanocity Made in Steel, la manifestazione della filiera dell'acciaio. Il vicepresidente della Commissione europea: "Obiettivo per il rilancio, manifattura Ue al 20% del Pil entro il 2020". Il settore fra innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione

"Intendo utilizzare tutti i poteri che ho e tutta la forza politica della Commissione europea per cercare di dare risposte concrete al settore dell’acciaio che considero fondamentale per l’Europa". E' questo il messaggio "in chiaro" lanciato dal vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile di industria e imprenditoria Antonio Tajani, in occasione dell’inaugurazione del Salone dell’acciaio Made in Steel, biennale dedicata alla filiera della siderurgia in corso a fieramilanocity fino a venerdì 5 aprile.

Il settore siderurgico sarà la testa di ponte per la creazione di una nuova politica industriale europea, perché, come ha sottolineato Tajani durante il convegno d'apertura, l’obiettivo è riportare "la manifattura continentale al 20% del PIL entro il 2020". Questo perché "l’industria è un elemento indispensabile per garantire la ricchezza e la prosperità dell’Ue". Serve però un piano europeo, una politica industriale comune in grado rilanciare l’economia: a partire dall’acciaio, comparto "irrinunciabile e determinante per l’automotive, le costruzioni e la cantieristica navale, settori dove nostro il know how è di grande qualità". Per far sì che l’industria europea possa continuare a generare ricchezza, ha aggiunto Tajani, sarà compito dell’Ue intervenire anche "nella politica commerciale, che dovrà essere più incisiva, con accordi che rompano il monopolio cinese sui mercati delle materie prime".

La necessità di rinnovamento e di rilancio traspare anche dalle parole di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai. Secondo il numero uno dell’associazione dei produttori siderurgici, infatti, "attualmente in Italia le acciaierie lavorano al 60% della loro capacità produttiva nonostante i costi continuano ad essere molto elevati". "Finora ci siamo salvati grazie alla nostra grande flessibilità e alla buona patrimonializzazione delle nostre aziende, ma non potrà continuare all’infinito". Le parole chiave per il futuro dell’acciaio, dice Gozzi, dovranno essere "innovazione, sostenibilità e cooperazione". Questo significa "differenziazione delle produzioni rispetto a quelle asiatiche, sostenibilità ambientale ed economia delle imprese, collaborazione tra aziende e razionalizzazione dell’offerta. "Dovremo dimenticare" i 25-27 milioni di tonnellate di output annuo di acciaio grezzo, livello a cui l’Italia è abituata da anni.

Una via d’uscita è l’internazionalizzazione, fattore sottolineato sia dal vicepresidente della Fondazione Edison Marco Fortis sia dal presidente dell'Ice, Riccardo Monti. Fortis ha ricordato i punti di forza della manifattura italiana, "quinta al mondo per valore aggiunto" e ha spiegato che "l’Italia ha un potenziale di export incredibile: su 4000 cluster di prodotti non energetici e non alimentari, il nostro paese è in surplus per ben 2018 di questi, ed in 1215 ha performance migliori della Germania. Solo questi valgono un export di 150 miliardi di dollari, pari al 7% del Pil". La manifattura italiana, quindi, "è ancora forte e deve far sentire la propria voce, soprattutto in Europa dove l’economia interna si sta contraendo a causa di un’austerità fine a sé stessa". Riccardo Monti, infine, ha sottolineato che "l’Italia è l’11° produttore mondiale di acciaio, ma il 6° esportatore. Il problema per la siderurgia è che oggi non genera utili" e per far sì che la situazione generale migliori, per Monti, "l’Italia dovrà fare come la Germania, che dal 2001 al 2011 è passata da un peso dell’export sul Pil del 33% al 50%".

Prima del convegno inaugurale di Made in Steel (Acciaio: una politica industriale per una crescita sostenibile) si è svolta la cerimonia del taglio del nastro, alla presenza del presidente di Made in Steel Franco Tamburini, dell’ad di Brixia Expo Marco Citterio, dell’assessore con delega a Industria, piccola e media impresa, artigianato, commercio, formazione professionale e Lavoro della Provincia di Milano Paolo Del Nero e dell’ad di Fiera Milano Enrico Pazzali.