TAKE THAT

Quando si sciolsero, nel febbraio del 1996, fu istituito un numero d'emergenza per rispondere alle domande dei fan. E quando due anni fa decisero di riunirsi per una serie di concerti, i biglietti si esaurirono nel giro di un'ora e dieci minuti e dovettero aggiungere cinque date a quelle già fissate. Loro sono i Take That, la band inglese che ha venduto oltre 25 milioni di dischi in tutto il mondo, che torna in Italia a undici anni dall'ultima esibizione, avvenuta al Festival di Sanremo pochi giorni dopo l'annuncio dello scioglimento del gruppo. Due le date: la prima a Bologna, la seconda a Milano, dove porteranno in scena il Beautiful world tour 2007, che segue l'album Beautiful world uscito alla fine dell'anno scorso.
Sul palco saliranno in quattro: Gary Barlow, Howard Donald, Jason Orange e Mark Owen, proponendo al pubblico i successi più recenti come Rich out e Shine, ma anche i singoli che ai tempi d'oro della loro carriera hanno scalato le classifiche. È il caso di Pray, Relight my fire, Babe e Everything changes, quattro fortunati brani appartenenti allo stesso album (Everything changes), che nel Regno Unito si sono piazzati al primo posto. Melodie pop accattivanti, coreografie e videoclip studiati a tavolino sono gli ingredienti del loro successo, che colpisce soprattutto le teenager, non lasciandole certo indifferenti alla bella presenza dei cinque ragazzi. Cinque, perché al loro esordio i Take That contano anche Robbie Williams, poi uscito dal gruppo nel luglio del 1995 per intraprendere la carriera solista.
Ma com'è nata questa band? È a Manchester che il manager Nigel Martin-Smith si guarda intorno alla ricerca di un gruppo di «ragazzi della porta accanto» che sappiano ballare e cantare. Ecco allora il giovane serioso, il bel tenebroso, l'uomo misterioso, il ragazzo dolce, il ribelle, e la boy band è fatta. Dopo un paio d'anni trascorsi a prepararsi, l'esordio non è dei migliori: i primi singoli passano inosservati, mentre è con la cover It only takes a minute che si affermano sulla scena, infilando un successo via l'altro. Prendono il tè con Lady D e siedono sul divano di casa John, mentre Elton suona loro qualsiasi cosa gli chiedano. Le «Thatters», le loro accanite fan, li adorano, mentre la critica li snobba, sta di fatto che nessun'altra boy band è mai riuscita ad eguagliarli. Dopo l'addio di Robbie Williams la crisi non tarda ad arrivare e chissà se è scelto a caso quel 13 febbraio 1996, giorno in cui ufficializzano lo scioglimento del gruppo, che coincide con il compleanno di Robbie. Ma i loro brani continuano ad essere trasmessi alla radio e a qualcuno ispirano un musical: Never forget, dal titolo di una loro canzone. Quando poi nel 2005 un documentario sulla band, trasmesso da un'emittente inglese, sfiora i sette milioni di telespettatori, non ci sono più dubbi: il ritorno sulla scena è d'obbligo.
Take That
Datch Forum di Assago
domani, ore 21
ingresso: da 50 a 35 euro + prevendita