"La talpa" arriva a Venezia. Al Lido il film di Tomas Alfredson

Diretto dallo svedese
Alfredson, sbarca in
Laguna “Tinker, Taylor,
Soldier, Spy“, ovvero “La
talpa” del famoso romanzo di
spionaggio di John Le Carrè,
autore anche di “La spia che
venne dal freddo”…

Diretto dallo svedese Alfredson, sbarca in Laguna “Tinker, Taylor, Soldier, Spy“, ovvero “La talpa” del famoso romanzo di spionaggio di John Le Carrè, autore anche di “La spia che venne dal freddo”…

Chi era abituato agli interpreti classici dell’orizzonte cinematografico di Le Carrè, quali Alec Guinness e James Mason, non resterà deluso: il cast è infatti stellare, mettendo insieme John Hurt, Gary Oldman e il Premio Oscar come migliore attore Colin Firth. Uno dei attori preferiti anche di Valentino che lo ha voluto a una festa sul suo yacht in Laguna.

Curato nella scenografia, molto attento nella ricostruzione di un’epoca (abiti, automibili, capi di abbigliamento), quella dell’inizio degli anni Settanta, in cui la guerra fredda si fa sempre più “calda”, il film è anche il racconto di quella particolare amicizia fra uomini data dal lavorare per un ideale e una patria. Il capo del’Intelligence britannica, “Controllo”, si rende conto che c’è una “talpa” infiltrata dai Russi nell’organismo da lui comandato: si tratta di scoprire chi tradisce e questo fra gente che da anni lavora quotidianamente gomito a gomito, rischia, qualche volta ci rimette la vita. Così il tradimento non vuole dire solo un cambiare di bandiera, ma indica la rimessa in discussione di un codice di onore, di comportamento, in una parola di amicizia.

Nella parte di Smiley, il vice di “controllo” e l’uomo chiamato a prenderne nascostamente il posto, Gary Oldman è perfetto ed è per molti versi una rivelazione rispetto a ruoli del passato interpretati nel segno dell’esteriorità e del sopra le righe. Qui invece, Smiley è la quintaessenza dell’antibondismo: è un uomo incolore, che non alza mai la voce, di cui nessuno ricorda l’aspetto, ma la sua mente è lucidissima, le sue analisi sono precise, la sua capacità di azione implacabile.

Ambientato a Londra il film spazia fra la “cortina di ferro” e Istanbul, luoghi deputati dello spionaggio dell’epoca e racconta anche una serie dolente di vite sprecate, esistenze ambigue, amori impossibili. “Taylor” è Colin Firth: il suo è il personaggio più seducente e per certi versi più ambiguamente pericoloso: è una spia con il gusto dei club e dell’eleganza, immediatamente riconoscibile, ma non per questo meno pericoloso.

“Controllo” è John Hurt, un vecchio leone delle scene britanniche, ma un po’ tutto il cast ha quella solida struttura teatrale dei migliori prodotti cinematografici d’Oltremanica: nulla è lasciato mai al caso, sempre ogni faccia è quella giusta. Con questo film la Mostra del Cinema di Venezia aggiunge un ulteriore tassello di credibilità e si candida fra le migliori di questi ultimi anni.

Grande attesa, anche se tutta italiana, c’era per il film “Questa storia qua”, ovvero il documentario su Vasco Rossi, la sua vita, la sua musica. L’anteprima dell’altro giorno ha avuto iù di 200 cinema collegati e sono stati gli stessi registi del film a leggere sul tappeto rosso il messaggio che il compositore e cantante, ricoverato a Bologna, ha voluto inviare: “E’ molto poetico, mi sono commesso, in bocca al lupo a tutti!”.