Tanaro pericolo alluvione Piemonte, 6mila sfollati

La pioggia incessante fa tornare l’incubo per la piena dei fiumi Il Po continua a crescere: più 3 metri. A Pavia un uomo disperso<br />

In Abruzzo s’è appena smesso di tremare assieme alla terra, ora in Piemonte e Lombardia la paura viaggia sull’acqua. Viene giù dal cielo, ormai ininterrottamente, la pioggia che da almeno 48 ore non concede tregua. Ma a tenere in ansia le popolazioni sono i livelli dei fiumi. Assediata come se non bastasse da frane e slavine, la Regione Piemonte ha chiesto lo stato di emergenza.

La mappa del rischio ha il suo epicentro in Alessandria. L’ondata di piena del Tanaro ha costretto il sindaco Piercarlo Fabbio all’evacuazione di seimila persone, concentrate dalla Protezione civile nei parcheggi e nella caserma Valfré. All’interno di una scuola nelle vicinanze, in 500 hanno potuto consumare un pasto caldo. Quasi tutti gli evacuati sono rientrati nelle proprie case soltanto in serata, mentre per chi abita a piano terra è stata trovata una sistemazione per la notte. Un gruppo di lavoro della Protezione civile di Roma ha lavorato a fianco del Centro coordinamento soccorsi istituito per l’occasione dalla Prefettura e di cui fanno parte gli enti locali. In campo anche 240 volontari e 40 mezzi della Croce rossa. A dirigere la squadra sopraggiunta dalla Capitale è Giovanni Menduni, direttore dell’ufficio rischi naturali della Protezione civile. «La popolazione s’è comportata in maniera egregia, efficace e dignitosa nel dare attuazione all’ordinanza di evacuazione», riferisce. «Tutti i cittadini si sono mostrati maturi e collaborativi», conferma il sindaco Fabbio.

Resta sotto stretta osservazione il ponte della Cittadella, da tempo peraltro al centro di polemiche sulla necessità di abbatterlo, subito chiuso al traffico. Il momento peggiore attorno alle 14.30 di ieri, quando il Tanaro ha raggiunto il massimo di piena: più 135 mm in meno di 48 ore. Poi, lentamente, la situazione è rientrata negli argini. E già verso le 18 l’allarme esondazione è stato scongiurato. Installata una centralina che controllerà la tenuta del ponte, alimentata da pannelli solari, così da segnalare in tempo reale ogni spostamento o cedimento del «tappo» che già nel 1994, ricordano molto bene in città, bloccò il deflusso delle acque resistendo alla piena ma provocando un’alluvione. Guardati a vista dagli esperti anche i fiumi Belbo e Bormida. Decisa, comunque, a scopo precauzionale la chiusura delle scuole di Alessandria per la giornata di oggi.

A pagare le conseguenze peggiori del maltempo sono inoltre le province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo (qui sono 62 gli sfollati) e Verbano-Cusio-Ossola. E a Torino, spiegano in Regione, ci si è avvicinati «alla soglia di elevata criticità» nella mattinata di ieri, quando il Po abbondantemente sopra livelli di guardia ha allagato la zona dei Murazzi. A preoccupare, ad ogni modo, è l’intero corso del Po. Fino in Lombardia: al ponte della Becca nei pressi di Broni (Pv) il livello idrometrico è salito di tre metri in un solo giorno. Qui il crollo di una palazzina ha fatto perdere le tracce di Giuseppe Pessina, 70 anni, dato per disperso dalla serata di lunedì. La moglie, che era con lui, è salva. Le ricerche continuano senza sosta. Allerta sempre elevata per il Po nell’Oltrepo pavese e timore a Valenza (Al), dove il fiume ha superato i livelli di guardia.

Altri gravi disagi sono causati dalle frane: almeno 25 nelle colline tra
Langhe e Roero. Una quarantina di residenti nelle frazioni Cheggio e Bordo del comune di Antrona Schieranco (nel Verbano) sono rimasti isolati per l’interruzione forzata delle strade. Nel Biellese i tecnici della Provincia hanno stabilito la chiusura di quattro arterie provinciali. I danni complessivi, secondo l’assessore regionale piemontese Bruna Sibille, ammontano già a 100 milioni di euro. Un bilancio sicuramente provvisorio, aggiunge la Coldiretti, che fa il conto delle centinaia di aziende agricole coinvolte e dei terreni finiti sommersi da quest’ultimo, interminabile diluvio.