Tangenti e affari edilizi, esce dal carcere l'archietto del «sistema Sesto»

IIl gip Anna Magelli libera Marco Magni, sotto inchiesta per corruzione. Era in cella dal 25 agosto assieme all'ex assessore all'Edilizia Pasqualino Di Leva

È considerato uno degli uomini chiave del cosiddetto «sistema Sesto». E, dopo oltre due mesi di carcere, è tornato in libertà. Oggi, infatti, è uscito dal carcere l'architetto Marco Magni, indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Monza sul presunto sistema di tangenti legate alle pratiche edilizie del comune di Sesto San Giovanni, e in particolare in relazione alle aree ex Falck e Marelli. Lo ha deciso il giudice per le indagini premilinari monzese Anna Magelli che, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Walter Mapelli, ha accolto l'istanza dei difensori di Magni, gli avvocati Norberto Argento e Luigi Peronetti, ritenendo siano cadute le esigenze cautelari necessarie per giustificare la misura cautelare del carcere. Magni era stato arrestato lo scorso 25 agosto insieme all'ex assessore all'Edilizia del comune di Sesto, Pasqualino di Leva. Per loro due e per altre cinque persone, tra cui l'immobiliarista Luigi Zunino e i due imprenditori Piero Di Caterina e Giuseppe Pasini, la scorsa settimana è stato chiuso un filone di indagine, in vista della richiesta di rinvio a giudizio. Poco più di un mese fa - era il 19 settembre, il tribunale del Riesame aveva negato la scarcerazione a Magni, ritenendo credibili le accuse fatte da Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina, gli imprenditori che con le loro dichiarazioni hanno dato il via all'inchiesta. «Che la motivazione posta alla base della loro scelta - avevano scritto i giudici - non sia dettata da pentimento, dall'ansia di fare giustizia e pulizia ma dall'assenza del ritorno economico promesso, tuttavia non svilisce, a parere del collegio, la valenza delle dichiarazioni sotto il profilo della loro intrinseca credibilità».