Tangenti invece di multe, condannati 6 vigili

Con sei condanne e due assoluzioni si è chiuso davanti al Tribunale il processo sulle tangenti che alcuni commercianti sarebbero stati costretti a pagare tra il ’99 e il 2001 affinché alcuni ex vigili urbani del secondo gruppo, quello dei Parioli, chiudessero un occhio su eventuali violazioni di norme igienico-sanitarie e non elevassero le contravvenzioni.
Le pene più alte (5 anni e 6 mesi di reclusione, di cui 3 anni condonati grazie all’indulto) sono state inflitte a Franco Federici e Fausto Balestrieri, istruttori della polizia municipale. L’allora comandante Andrea Cataluddi è stato condannato a un anno e 6 mesi, ma assolto da altri capi di imputazione. Condanne sono toccate anche a un negoziante Gualtiero Fares (un anno e 4 mesi), e ai vigili Pietro Bono (un anno e 2 mesi) e Pietrina Liburdi (un anno). Assolti, con formule varie, gli agenti della municipale Sebastiano Potena e Roberta Castori, e, limitatamente ad alcuni capi di imputazione, anche Bono e Liburdi. A tutti i condannati sono state concesse le attenuanti generiche, oltre alla sospensione della pena e alla non menzione, fatta eccezione per Federici e Balestrieri.
I reati, per i quali il pm Vincenzo Barba aveva chiesto è ottenuto il processo, andavano, a seconda delle singole posizioni, dalla concussione al favoreggiamento, dal falso alle minacce, dall’omessa denuncia alla soppressione, alla distruzione o all’occultamento di atti veri, alla corruzione. Secondo il pm, il gestore di una pizzeria e il titolare di un’officina sarebbero stati costretti a versare denaro alla municipale. L’impostazione accusatoria, però, ha subito un evidente ridimensionamento, tanto che il Tribunale si è espresso per l’insussistenza di diversi capi di imputazione.