LE TANGENTI NELLA SANITÀ LAZIALE

Storace: «Deve lasciare il governo, io feci altrettanto». Ma la Procura di Roma precisa: «Non è indagato»

da Roma

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni non è indagato nell’inchiesta sulla sanità laziale in cui una grande accusatrice, Anna Iannuzzi, alias lady Asl, già agli arresti, sostiene di aver girato soldi sia a destra e che a sinistra, in modo bipartisan.
Ma sul ministro l’inchiesta sta portando ombre che secondo l’opposizioni andrebbero diradate con le dimissioni di Fioroni. «Io nella sua posizione mi dimisi», sottolinea l’ex ministro della Salute Francesco Storace.
Fioroni, già responsabile sanità della Margherita, è accusato da lady Asl di averla cercata insistentemente attraverso due collaboratori: «Mi hanno mandato a chiedere - ha raccontato la donna ai magistrati - se c’avevo dei soldi da pagare, con loro potevo affrontare qualsiasi argomento». Ma l’attendibilità di «lady Asl» è tutta da verificare. Per questo il ministro annuncia querela: al Corriere della sera, che ieri ha fatto il suo nome, e alla Iannuzzi: «Nonostante la conclamata estraneità dell'onorevole Fioroni ai fatti oggetto di indagine - recita un comunicato dell’ufficio stampa del ministro Dl - anche per stessa affermazione della signora Iannuzzi che ha dichiarato di non averlo mai incontrato né sentito, si è strumentalizzata la posizione istituzionale ricoperta dall'onorevole Fioroni pur a fronte della manifesta estraneità del medesimo ai fatti riferiti dalla Iannuzzi».
Anche la Procura di Roma ha emesso un comunicato per chiarire che nell’inchiesta Asl non vi è un coinvolgimento penale del ministro: «Dalle indagini svolte non sono emersi fatti di rilievo penale che lo riguardano e che, conseguentemente, lo stesso non è iscritto nel registro» degli indagati.
I magistrati romani hanno scelto la linea dura contro le diffusioni di notizie che legano Fioroni all’inchiesta: la Procura ha aperto un fascicolo «contro ignoti per la rivelazione di segreti d’ufficio» con la diffusione di «parti di verbali di interrogatorio. La procura si impegna anche alla «scrupolosa e attenta valutazione di ogni dichiarazione agli atti».
Il ministro Fioroni si era recato venerdì negli uffici del magistrato titolare dell’inchiesta, il pm Giovanni Ferrara. Ma, spiega lo staff dell’ex responsabile Sanità della Margherita, si è trattato di «una visita per fatti privati».
Alleanza Nazionale ne chiede compattamente le dimissioni dopo la pubblicazione dei verbali. «La solerzia della procura di Roma nei confronti del ministro Fioroni è ammirevole - commenta Storace - ma nessuno ha chiesto se è già indagato: abbiamo semplicemente fatto notare che si trova nella mia stessa condizione dell’11 marzo e io mi dimisi senza essere indagato, ma la procura non lo disse, a differenza di oggi».
Le dimissioni sono «l’unica onesta strada da percorrere» secondo Bruno Murgia di An. Chiedono a Fioroni di rassegnare l’incarico anche la capodelegazione di An al parlamento europeo, Roberta Angelilli e molti deputati del partito di Fini. «La destra sta andando brutalmente all'attacco del ministro Fioroni», polemizza Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno alla Camera. Il nome del ministro e di altri politici citati dalla Iannuzzi verranno ora tutelati, assicura la procura romana, che lamenta «un grave pregiudizio alle investigazioni in corso».