Tangenti, ora Penati si arrampica sugli specchi "Sono solo fantasie..."

Penati: "La credibilità degli imprenditori che mi accusano
crolla tutti i giorni sotto le loro dichiarazioni. Siamo alle tangenti con l'elastico&quot;<br />

Milano - La presunzione d'innocenza, caposaldo del garantismo giuridico, vale per tutti. Anche per Filippo Penati. Salta subito agli occhi, però, una fastidiosa "diversità politica": i flussi di denaro sono comprovati ma per il Pd-Ds-Pds non c'è mai nulla di illecito. L'ultima strategia difensiva adottata da Penati è l'arrampicata sugli specchi. Operazione difficile ma, almeno così lui spera, utile a distogliere l'attenzione dei cittadini dai fatti, o meglio, dai soldi. Penati torna a commentare le notizie che anche oggi sono emerse sui giornali riguardanti l’inchiesta che lo vede indagato per presunte tangenti per le ex aree Falck. "In queste ore - dice - sono stati resi noti i verbali e la cosa è singolare, credo che l’abbiano rilevata anche i giornali: perché Pasini dà dei soldi all’estero a Di Caterina (l'imprenditore presidente della Caronte srl), 4 miliardi nel 2001, e Di Caterina nel 2010 chiede che io gli restituisca quei soldi. Quindi siamo alle tangenti con l’elastico, come le ha definite qualcuno".  

"Sono solo fantasie" Fermandosi brevemente con i giornalisti al suo arrivo in consiglio regionale, l’ex capo della segreteria politica di Bersani ha anche osservato, replicando a chi gli chiedeva se si tratti "solo della fantasia di quattro imprenditori": "Vedo che la credibilità dei due imprenditori che mi stanno accusando crolla tutti i giorni sotto le loro stesse dichiarazioni". Quanto agli accertamenti della Procura di Monza sull’affare Milano-Serravalle, l’esponente del Pd si è limitato a ribadire quanto dichiarato già ieri: "Sulla Serravalle i magistrati stanno vagliando le vicende da sei anni, da quando il sindaco Albertini fece un esposto: meglio di così non credo ci sia altro"...