«Tangenti per il Piano regolatore» Indagati sindaco e imprenditori

Un pezzo di archeologia industriale lombardo finisce al centro di una inchiesta per corruzione della magistratura. Ieri pomeriggio, su ordine del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, la Guardia di finanza fa scattare una serie di perquisizioni e notifica dieci avvisi di garanzia ad amministratori pubblici, imprenditori e professionisti della zona di Cassano d’Adda. L’accusa per tutti è di corruzione. Al centro dell’inchiesta, il glorioso Linificio e Canapificio Nazionale, una delle aziende storiche dell’industria tessile italiana, il cui stabilimento - da tempo in stato di abbandono e di degrado - sarebbe al centro di una variante urbanistica accompagnata, nella ricostruzione dell’accusa, da un giro di tangenti.
Tra gli indagati ci sono il sindaco di Cassano d’Adda, Edoardo Sala, a capo di una giunta di centrodestra, e altri esponenti della giunta: come Marco Paoletti, assessore allo Sport, esponente della Lega Nord nonchè consigliere provinciale. A carico di tutti, la Procura milanese contesta i provvedimenti con cui l’amministrazione comunale ha messo le basi per la riconversione dell’area industriale dismessa. «Nell’avviso di garanzia - afferma Niccolò Bertolini, difensore dell’esponente del Carroccio - viene indicato che si procede per il reato di corruzione ma non si indicano nè una cifra nè altri compensi che sarebbero stati elargiti».
Recentemente, la Guardia di finanza aveva già acquisito negli uffici comunali di Cassano alcuni documenti relativi all’area dismessa. «Avevamo chiesto che la Giunta venisse a spiegare in consiglio comunale cosa stava accadendo - racconta il consigliere di opposizione Giacomo Forcella - ma il sindaco ci aveva risposto di non avere nessun tipo di notizia. E in giro avevano fatto sapere che si trattava di un semplice controllo di routine».
La vecchia fabbrica - che ha costituito per un secolo il fulcro dello sviluppo della cittadina - è da tempo dismessa, e l’area è stata acquisita da due società. Ma i progetti di riqualificazione - presentati dalla giunta comunale nel settembre 2009, e destinati a essere inseriti nel Pgt, il piano di governo del territorio - hanno battuto il passo. Al punto che appena due settimane fa gli abitanti di alcune abitazioni inserite nella struttura industriale avevano denunciato il rischio che la totale assenza di manutenzione della struttura provocasse un disastro, in particolare in caso di esondazione dell’Adda, che scorre lì affianco. Rispondendo alle paure degli inquilini, il sindaco Sala disse che «il Linificio è una grande questione. Non si può trattarla indipendentemente dal Pgt. Ormai ci manca il tempo. Sarà oggetto di proposte dopo le elezioni, quando si rimetterà mano al piano di governo del territorio». Le elezioni si terranno l’anno prossimo. Ma le tangenti, sostiene la Procura, nel frattempo sono già state concordate.