Tangenti in Regione, il consulente di Prosperini non risponde al gip

Massimo Saini, responsabile della società di comunicazione Publicis, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale: «I fatti risalgono a un anno e mezzo fa e non sicapisce perchè gli arresti siano stati fatti ora»

Massimo Saini, responsabile della società di consulenza di comunicazione Publicis, arrestato giovedì assieme all'assessore regionale lombardo Pier Gianni Prosperini e al patron del gruppo Profit Raimondo Lagostena, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Andrea Ghinetti. Il suo legale, l'avvocato Giuseppe Ciancia, ha spiegato che Saini «non è ancora in grado di intraprendere un interrogatorio in maniera esaustiva, anche perchè ancora non ha potuto leggere con attenzione le carte dell'ordinanza di arresto». Il legale ha spiegato che il consulente, arrestato nell'ambito dell'inchiesta dei pm Alfredo Robledo e Paolo Storari su presunte tangenti in cambio di concessioni di appalti per la promozione turistica in tv, è «provato e stanco». L'avvocato ha aggiunto che la misura cautelare per il suo assistito «riguarda fatti di un anno e mezzo fa e non si capisce perchè gli arresti siano stati fatti ora». Secondo la procura, Saini avrebbe collaborato - in maniera non disinteressata - all'estensione del bando per la promozione del turismo in Lombardia. Un modo con cui dirottare i finanziamenti verso le televisioni «amiche». Inoltre, Saini avrebbe aiutato l'assessore a rientrare dei debiti contratti con le tv locali, scaricando le passività personali facendo ricadere i costi sulle inserzioni pubblicitarie del Pirellone. Prosperini, si legge ad esempio nell'ordinanza di custodia cautelare, «aveva maturato con l'emittente televisiva locale Telelombardia un debito di circa 100mila euro e l'espediente che veniva escogitato dal Saini, in concorso con il direttore vicario dell'assessorato al Turismo Lambicchi Roberto, era quello di affidare a Telelombardia l'incarico di pubblicizzare la fiera "Bit 2008" con alcuni spot e uno speciale in cui costo complessivo, ammontante a euro 152mila, era stato "gonfiato" al fine di comprendere anche il debito pregresso dell'assessore». Per quanto riguarda, invece, Telecity «nei cui confronti Prosperini vantava altro debito personale a circa 100mila euro», dalle conversazioni intercettate sull'utenza di Saini «è emerso che in favore di tale emittente era stata commissionata una serie di 30 trasmissioni telematiche, della durata di 24 minuti ciascuna, che venivano messe in onda nel 2008: il costo stanziato per tale iniziativa, pari a circa 240mila euro per tutto il 2008, è risultato anch'esso appositamente gonfiato, in maniera tale da ricomprendere anche il pregresso debito personale dell'assessore».