Tango e jazz, questo matrimonio s’ha da fare

Fabrizio de Feo

Suono potente e oscuro. Una pronuncia personale che rende riconoscibilissimo il suo sax e il suo clarinetto fin dalle prime note, trasformandolo in un vero e proprio marchio di fabbrica. Un talento caleidoscopico, fatto di maestria tecnica e coraggiose scelte linguistiche, ma anche di un groviglio di esperienze culturali che impastano la materia originaria dei suoi studi classici con il tango argentino e con l’amore per il jazz, anch’esso, però, declinato attraverso i suoni della sua terra.
È questo e molto altro Javier Girotto, il protagonista di una tre giorni personale che a cavallo di Ferragosto, precisamente il 14, il 15 e il 16 (ingresso 7 euro), regalerà un’ampia panoramica del suo talento agli aficionados di Villa Celimontana. Originario dell’Argentina, terra di musica sanguigna e passionale, ma di famiglia pugliese, Javier Girotto inizia con studi classici di sax e clarinetto, per poi recarsi all’età di 19 anni nella grande Buenos Aires. Qui ha la possibilità di frequentare autorevoli maestri dell’improvvisazione e dopo varie esperienze di contaminazione, si trasferisce in Italia dove, con Horacio «El Negro» Hernandez, sui binari del latin jazz, forma il sestetto «Tercero Mundo», seguito a ruota da «Six Sax», quattro sassofoni più ritmica, per poi battezzare il gruppo insieme a cui s’è guadagnato la grande notorietà, gli Aires Tango. È la nascita di un contenitore musicale e ritmico in cui tango e jazz si sposano in tinte moderne. Un’idea che trasforma gli Aires in una band «acchiappa-pubblico» e «riempi-locali».
Il battesimo con il trittico di Villa Celimontana scatterà domenica sera, il 14, con i Six Sax, una «reunion» in cui i brani originali si accompagneranno a un tributo corale ad Astor Piazzolla. La sera di Ferragosto cambio di scena e di gruppo e avanti con gli Aires Tango e la presentazione del loro ultimo progetto «Escenas Argentinas», ottavo album del gruppo.
Martedì 16 agosto il sassofono soprano e baritono, il clarinetto basso e i flauti di Girotto incontrano l’accordeon di Luciano Biondini. Un duo già rodato che presenta un repertorio trasversale, composto prevalentemente da brani originali, dedicato al tango, al folclore e alla musica etnica. Nel corso del concerto saranno presentati i brani del disco «El Cacerolazo», che in italiano si può tradurre grosso modo «la Casseruolata», che prende il nome da una forma di protesta pacifica del popolo argentino nata dalla gravissima crisi sociale politica ed economica del 2001, quando la gente si ritrovò unita per le strade e le piazze sbattendo pentole ed altri utensili, creando un rumore assordante per richiamare così l’attenzione dell’opinione pubblica. Un ritmo anomalo, trasformato in canto d’amore, nostalgia e protesta dall’anima argentina di Javier.