Il tango di Milito per la festa dei 115 anni

Genoa, che bel regalo di compleanno
Il 30 agosto era il mio 32° compleanno: attendevo un regalo sabato sera, una domenica e magari uno lunedì, ma ci speravo meno.
Nessun regalo sabato, manco a parlarne per domenica... ero un po' rassegnata, sinceramente... ma poi alle 13.30 quando comincio a leggere su alcuni siti della possibilità che il Principe torni a giocare nel Genoa. «Milito - Genoa si può fare», e poi «Milito Genoa è fatta».

Ho cominciato ad avere le palpitazioni, ho cominciato a sudare ed avere paura di dirlo anche solo a me stessa che forse «Milito - Genoa si può fare»; mi sono chiusa in un mutismo totale finchè sul sito della rosea compare «Grande colpo del Genoa, Milito ritorna» ..no aspetta, non ci credo... vabbè almeno lo dico a mia mamma, povera donna se lo merita. La chiamo, le dico: «Forse ma forse il Genoa è interessato a Milito».. Forse è??!! Mi tengo sul vago, «guarda non metterci il cuore sopra ma pare che forse ma forse il principe sia stato contattato dal Genoa»... Che bugiarda, ma è una bugia che fa bene a chi vuoi bene.. c'ero già io che rischiavo le fibrillazioni...
Poi alle 18.30 la quasi certezza: è fatta... mi sbilancio... è fatta mi dico... sono frastornata, non ci credo, sono felice ma rimbambita... il Principe è tornato, è tornato!! E poi alle 18.45 la doccia fredda: «non arriva il fax»... ma come non arriva il fax?? Ma sto cavolo di fax... la porta è chiusa, sono tutti dentro ma non arriva il fax...ahhhhh! Il fax arriva, l'hanno buttato dentro...è fatta!!! adesso è Fatta!!!...No aspetta la Lega non dà l'ok..e sono di nuovo 30 minuti di inferno..ma perché mi chiedo, perché è devo sempre soffrire. Arrivo a casa, mi sintonizzo su Sky: mi spiace mamma te l'avevo data per fatta, ma non la è... dovevo mentire ancora un po'... ma non ce la facevo...
19.32 canale 200, diretta dall'Ata Quark... il cronista dice: «In diretta, siamo in diretta, la Lega ha accettato il contratto, Milito è un giocatore del Genoa!!!». Urla, lacrime, chiamo chiunque... davvero il vento è girato e lo psicodramma (l'ennesimo di noi Genoani) si trasforma in Gioia... Non voglio andare indietro con la memoria a quel luglio - agosto del 2005..mi rovinerebbe la gioia... e invece no, corro con la memoria a quei giorni caldi ed infernali, alla tristezza, alle lacrime allo sconforto... ma ora non mi fanno più male, ora sono solo «bei ricordi» di un tempo passato, di un tempo che ha rafforzato la mia fede, che ha affilato gli artigli del mio Balordo... di un tempo che ora, e GRAZIE AL PRESIDENTE, mi/ci è stato restituito... sono le 19.40 mi giro verso mia mamma e lucidamente le dico: «Bé se non fosse stato sofferto non sarebbe stato così bello il ritorno del Principe»..bé ho preso una manganellata in testa... ma sono così felice. Oggi è già il secondo giorno di goduria e stamattina ho deciso che era venuto il momento di rivedere le azioni di quel Genoa Venezia. Ce l'ho fatta, ho pianto ma ce l'ho fatta... mi ricordavo tutto, anche le sensazioni di quei minuti, come fossi lì... solo una cosa avevo dimenticato: l'esultanza di Marco Rossi.... il mio capitano...
È bello essere genoani, mai banali, mai normali, sempre speciali...
Ho conservato, appese alle pareti di camera mia, le foto del Principe, ritagli di giornale, non ho mai avuto il coraggio di staccarle, quasi a dire: io ci credo ma in fondo non ci credevo davvero, ci speravo, lo sognavo ma non credevo, rimanevano lì a testimonianza di tutto quello che abbiamo passato.
E domenica festeggeremo i 115 anni di storia, orgogliosi del passato, fieri del presente, entusiasti del futuro... Buon Compleanno grifone e bentornato Diego!

Nessuna lezione da chi non vince dal ’24
Già in passato ebbi l’occasione di polemizzare con tal Mino Puppo di Savona.
Premesso che io sono genovese, parlo benissimo il dialetto, ho figli e nipoti genovesi e premesso che siamo tutti sampdoriani, vorrei pregare i redattori della rubrica di cestinare le lettere «razziste» del sig. Mino Puppo, cui avete dato troppo spazio per sfogare il suo immarcescibile livore di genoano. Ebbene ammettiamo pure che tutti i tifosi doriani non sappiano parlare il genovese. Ed allora? Indubbiamente i tifosi doriani sono italiani: non basta?
Ma il signor Puppo sa parlare bene l’inglese? Si dimentica che il suo Genoa è nato come «Genoa Cricket and football club»? E che l’ultimo scudetto vinto è stato nel 1924 e cioè ottantaquattro anni fa? È questo, il suo complesso di superiorità?
Questi concetti, quelli del signor Puppo e miei sono talmente stantii per cui vi prego: cestinate tutte le lettere del signor Puppo e mie, spero questo esclusa, perché potete dedicare i vostri spazi ad argomenti più interessanti. Certo trovo di cattivo gusto appigliarsi ad una differenza di origini per giustificare una primogenitura! Non siamo tutti italiani? Forse il signor Mino Puppo varrebbe più di Pirandello?
Il livore dei cosiddetti «cugini», (dai parenti mi guardi Iddio...) è inveterata: noi rispondiamo con il vecchio detto latino: «De minimis non curat praetor».
Con i miei più distinti saluti.
Franco Marcenari